Tariffe idriche, i dati parlando chiaro: la Campania è la terza regione meno cara d’Italia

Anche per quanto concerne i capoluoghi italiani la nostra regione si è rivelata essere tra le migliori in termini di risparmio
La Campania da un punto di vista economico è una regione che può essere annoverata tranquillamente tra le più convenienti dell’intero panorama nazionale. Un ulteriore riscontro in tal senso è quello relativo alle tariffe idriche.
Stando a quanto emerso dal XX Rapporto sul servizio idrico integrato, a cura dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, la nostra regione è la terza meno cara dell’intero stivale dopo il Molise e il Trentino Alto Adige.
La relazione realizzata in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua ricaduta lo scorso 22 marzo ha preso in considerazione le tariffe per il servizio idrico integrato applicate in tutti i capoluoghi di provincia italiani nel corso dell’anno solare 2024.
Come riporta msn.com sono state prese in esame delle famiglie tipo composte da tre persone con un consumo annuo di 182 metri cubi. Dunque un’istantanea ben dettagliata di cui è bene andare a contestualizzare i dati.
La situazione nelle varie province della nostra regione
Partendo dalle basi, nel nostro paese la spesa media sostenuta dalle famiglie è di 500 euro con un aumento del 4% rispetto ai 481 euro del 2023. Passando alla Campania l’incremento è stato del 4,1% e si è passati da 324 euro del 2023 ai 337 euro del 2024.
Facendo una trasposizione sulle province, sono ben tre quelle campane presenti nella top ten nazionali per quanto concerne il risparmio idrico. Nella fattispecie sono Napoli (306 euro), Benevento (305 euro) e Caserta (279 euro). Decisamente più care Avellino con 361 euro e Salerno con 434 euro. In quest’ultimo territorio si è registrato l’incremento più significativo con un saldo del 16% in più rispetto al 2023.

I dati in merito alla dispersione idrica
Un’altra tematica di assoluta importanza è quella inerente la dispersione idrica. D’altronde se si riuscisse a contenere ci sarebbero ulteriori vantaggi in termini di risparmio. In questo senso Napoli è quella che si comporta meglio con una percentuale del 33%. Una soglia che è al di sotto della media nazionale che invece è del 42%.
Nelle altre principali città della Campania purtroppo finiscono dispersi più della metà dei volumi d’acqua immessi in rete. Maglie nere in tal senso sono Salerno e Caserta. Entrambe hanno fatto registrare una percentuale del 61%. A seguire troviamo Benevento col 56% e Avellino col 55%. Nel complesso comunque la situazione resta rosea dalle nostre parti, ma ciò non significa che non si debba provare a far meglio.