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Allarme SFOGLIATELLE PERICOLOSE | In provincia di Napoli è scattata l’allerta, chi le ha mangiate è finito malissimo

Sfogliatella
Sfogliatella- Foto di Davide M da Pixabay-SalernoSera.it

Mangiare le sfogliatelle è un piacere, ma in alcuni casi si è trasformato in un rischio: ecco che cosa è successo a uno dei dolci più amati della tradizione partenopea.

La sfogliatella, in Campania, è una vera istituzione dolciaria, ma fermarsi in un bar o in una pasticceria e chiedere uno di questi dolci può far partire una discussione a dir poco infinita.

Da una parte c’è la sfogliatella riccia, croccante, stratificata, che si distingue dal guscio dorato. Ogni morso è un’esplosione di puro piacere che risuona in tutto il palato.

La frolla, invece, ha un impasto più semplice e compatto. Si presenta come un dolce bocconcino, ma racchiude lo stesso ripieno della sfogliatella riccia: semola, ricotta, canditi e aromi naturali.

Due volti della stessa tradizione, entrambi simbolo dell’identità pasticcera napoletana. Proprio questa popolarità, però, ha portato nel tempo a una proliferazione di laboratori che sfornano dolci in grandi quantità, spesso senza adeguati controlli.

Sequestrati quintali di sfogliatelle: il rischio che si cela dietro la tradizione artigianale

Dietro l’apparente genuinità del prodotto artigianale a volte si si celano irregolarità pericolose. In passato, infatti, si sono verificati casi in cui la produzione dolciaria non rispettava gli standard igienico-sanitari minimi. Uno di questi episodi, avvenuto circa sette anni fa, ha coinvolto una nota pasticceria in provincia di Napoli. Il caso, riportato da Fanpage.it, ha avuto un forte impatto sull’opinione pubblica, anche per l’importanza dei prodotti coinvolti: sfogliatelle, babà, cornetti e torte. Tutti questi dolci risultavano privi di indicazioni di origine.

Il blitz risale al 2017, quando i carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Napoli fecero irruzione in una pasticceria della provincia, nei pressi di una zona portuale. L’ispezione portò alla luce un ingente quantitativo di prodotti dolciari privi di qualsiasi etichettatura o certificazione di provenienza, come invece imposto dalla normativa vigente. I dolci sequestrati, tra cui le celebri sfogliatelle, risultavano privi di informazioni su ingredienti, data di produzione e condizioni di conservazione.

Pasta frolla
Pasta frolla- Foto di Djordje Vezilic da Pexels-SalernoSera.it

L’importanza della sicurezza nei processi di produzione dolciaria per la tutela delle eccellenze campane

L’assenza di dati fece scattare il campanello d’allarme: i prodotti vennero ritenuti potenzialmente dannosi per la salute dei consumatori e a ben vedere. Alcuni clienti avevano già riportato disturbi gastrointestinali. Tutto il materiale sequestrato venne immediatamente avviato alla distruzione e l’episodio contribuì a intensificare i controlli in tutta la regione.

Il caso sottolinea l’importanza di tutelare la salute pubblica anche nel settore dolciario. I simboli della tradizione gastronomica campana vanno tutelati affinché conservino nel tempo quella fama di eccellenza costruita nel tempo e affinché risultino sempre un piacere per il palato e sicure per i consumatori.