Creme spalmabili, non solo Nutella: queste le migliori (e peggiori) che trovi al supermercato

Tutto quello che c’è da sapere prima di scegliere una crema spalmabile al supermercato: la classifica delle migliori e peggiori.
Le creme spalmabili sono tra i prodotti più amati da adulti e bambini. Golose, versatili e spesso presenti nella colazione di molti italiani, si trovano in infinite varianti sugli scaffali dei supermercati.
Tuttavia, dietro la loro irresistibile dolcezza si nascondono aspetti meno noti, legati alla qualità degli ingredienti e all’impatto sulla salute.
Un recente studio, infatti, ha analizzato la composizione di alcune delle creme più diffuse, offrendo spunti interessanti per chi desidera fare scelte più consapevoli.
Scopriamo quindi insieme tutto quello che c’è da sapere prima di scegliere una crema spalmabile al supermercato, con la classifica delle migliori e delle peggiori presenti sul mercato.
L’importanza di leggere le etichette
Uno studio condotto da K-Tipp, rivista svizzera per consumatori, ha analizzato dieci creme spalmabili a base di cioccolato e nocciole, focalizzandosi su zuccheri, grassi e presenza di contaminanti. Dalle analisi di laboratorio è emerso che molti di questi prodotti sono composti in larga parte da zuccheri e grassi, spesso superiori all’80% della loro formulazione.
Oltre all’aspetto nutrizionale, l’indagine ha evidenziato la presenza in alcuni casi di sostanze indesiderate, come residui di oli minerali o composti derivanti dalla lavorazione industriale degli ingredienti. Si tratta di elementi che, se assunti in modo continuativo, potrebbero avere effetti negativi sulla salute. Questi risultati sottolineano l’importanza di leggere attentamente le etichette e informarsi sulla qualità del prodotto prima di acquistarlo.

Una scelta consapevole
Secondo quanto riportato da GreenMe, che ha ripreso i risultati dell’indagine, la migliore crema spalmabile in commercio è la Crema Vegana di Bionella. Si distingue per l’assenza di contaminanti pericolosi come Mosh e Posh, sostanze che possono accumularsi nell’organismo, e per una composizione più equilibrata, pur mantenendo un alto contenuto di grassi (circa il 45%). All’estremo opposto, Choco Nussa ha ottenuto la valutazione più bassa, penalizzata non solo dal contenuto di zuccheri ma anche dalla qualità generale della composizione, mentre Nutella e Lindt ottengono un giudizio sufficiente, ma restano lontane dalle migliori alternative sul mercato.
Il test ha valutato anche la presenza di composti potenzialmente tossici come glicidolo e 3-MCPD, senza rilevare ocratossina A, una buona notizia. Per chi vuole evitare rischi, la soluzione più sicura resta orientarsi verso prodotti più naturali o optare per creme fatte in casa, controllando sempre le etichette. Una scelta consapevole parte dalla conoscenza degli ingredienti e dalla comprensione dei possibili effetti sulla salute.