“La Barone? Il suo fronte è unito solo dall’antideluchismo”

Aniello Salzano spiega perché sosterrà il sindaco uscente

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Il Comune di Salerno
Aniello Salzano

Nel Centrodestra che ha ritrovato unità intorno all’avvocato penalista Michele Sarno, manca una “costola” dell’Udc, quella che fa capo ad Aniello Salzano, che ha deciso di dar vita ad una lista, “Popolari e moderati”, che sosterrà il sindaco uscente Napoli.
Professore, quali le ragioni di questa scelta?
Tutto inizia con un progetto che aveva in Michele Tedesco il proprio riferimento. Ci ho creduto anche io, finché non mi sono reso conto che Michele Tedesco era boicottato dall’interno del Centrodestra. Se n’è accorto anche lui, prima di me e ha tirato i remi in barca. In quella circostanza avevo avvertito gli esponenti del Centrodestra che, in caso di fallimento, non mi sarei sentito più vincolato ma libero di intraprendere altre strade, perché era scandaloso far fallire quel progetto di mettere in piedi una grossa aggregazione civica e partitica.
Poi? Cosa è accaduto?
Mi sono sentito libero di navigare in mare aperto. Ho trovato, dopo una serie di incontri, un riferimento in Enzo Napoli e in una parte dei Progressisti per Salerno, che credo meglio possano aiutare Salerno in questi anni a venire che saranno difficilissimi, per i postumi della pandemia. C’è bisogno di una classe dirigente all’altezza che in questo momento il Centrodestra non riesce ad offrire per le lotte intestine e i rancori che covano. Non mi riconosco più in questa parte politica; una volta c’era Forza Italia a rappresentare l’area moderata e liberale oggi è tutto in mano alle destre».
Una importante novità però c’è: il Centrodestra dopo tanti anni si ricompatta intorno al nome di Michele Sarno.
A me sembra più un ricompattamento di facciata. È un accordo che una parte di Forza Italia ha subito e lo si è capito benissimo. Si è ondeggiato fino alla fine tra Sarno e Cammarota. Ma poi di quale unità parliamo? Non esiste manco a livello nazionale. La Lega e Forza Italia sono al Governo, Fratelli d’Italia è all’opposizione. E prima di Draghi al governo c’era la Lega e FdI e FI erano all’opposizione. Se non riescono ad essere uniti a livello nazionale, possiamo mai riuscirci a Salerno, dove il Centrodestra non esiste, è tutto solo facciata?.
Perché Enzo Napoli e non ad esempio, Barone che pure esprime nella coalizione una componente moderata?
Conosco Napoli da una infinità di anni. Lo ritengo capace e all’altezza e penso abbia bisogno di un aiuto per risolvere molti dei problemi che sono sul tappeto. La preside Barone è un’ottima persona, moglie di Peppe Pantuliano il cui papà è stato segretario della Democrazia Cristiana negli anni in cui io ero sindaco. Ma il suo fronte composito è unito solo dalle ragioni dell’antideluchismo e a Salerno non governa De Luca ma Enzo Napoli.
Altri moderati come lei, mi riferisco a consiglieri di Oltre, hanno abbandonato Napoli sbattendo la porta.
Non conosco bene i motivi di quelle scelte. I consiglieri di Oltre li ho frequentati nel periodo in cui avevano indicato Michele Tedesco, sembravano animati da buoni propositi. Poi le nostre strade si sono divise e ora li rivedo in compagnia dei Cinque Stelle e addirittura dell’ultrasinistra. Di quali moderati parliamo?
Veniamo alla lista: chi schiererà?
Abbiamo un assessore uscente, Gaetana Falcone, rappresentanti del mondo della scuola, come la preside del liceo scientifico Severi, Barbara Figliolia. Abbiamo Antonio Ilardi, che ha una storia e non credo necessiti di presentazioni; Patrizia Santoro, ostetrica molto impegnata nel sociale; Giuseppe Zitarosa, consigliere uscente, Giovanni Carrella che ha già un’esperienza amministrativa alle spalle, Carla De Gennaro, figlia di Mario, ex consigliere comunale e assessore, Massimo De Fazio, con un’esperienza amministrativa alle spalle in Provincia, il giovane ingegnere Giovanni Milanese appartenente a una famiglia molto conosciuta in città. Ed ancora Alfonso Angrisani, attivo nel terzo settore a Salerno e a Napoli, Bruno Cammarota, che viene dal mondo del calcio.
Che ne sarà dell’Udc a Salerno?
Nel 2019 è stata costituita la Federazione popolare, di cui anche l’Udc è parte integrante. Durerà quindi fino alle prossime elezioni, poi scomparirà in questa federazione. Intanto però è prigioniera di questa coalizione. Ma conta poco: i partiti, purtroppo, non ci sono più. Nessuno ricorda il partito per cui vota, si scelgono le persone.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno in edicola oggi)

Remo Ferrara

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