A Caserta il saluto corale a Mamadou Sy

Addio commosso al presidente dell’Associazione senegalesi di Caserta e mediatore presso il servizio di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati della città

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A Caserta, al Palazzetto dello sport, oltre duemila persone sono accorse nel pomeriggio del 5 Novembre per salutare Mamadou Sy, presidente dell’Associazione senegalesi di Caserta e mediatore presso il servizio di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati della città, dopo la sua morte.
Prima del suo ritorno definitivo in Senegal, compagni e compagne di lotta del Centro sociale ex Canapificio e di altre realtà campane rappresentative dei movimenti solidali ed antirazzisti della regione; amici ed amiche; persone a lui care e tante conosciute nelle mobilitazioni per i diritti, i documenti e la tutela dei lavoratori; oltre a rappresentanti delle istituzioni, tra cui il Prefetto Raffaele Ruberto ed il sindaco del capoluogo, si sono riunite per un saluto corale, collettivo, partecipato.
Il palazzetto dello sport si è riempito in tutti i suoi spazi. L’adesione è stata fortemente sentita, in modo evidente. Nel silenzio, interrotto solo dalle testimonianze di chi ha lottato e cresciuto con lui, si è svolto un lunghissimo momento di raccoglimento per ringraziare e onorare una delle persone che maggiormente si è impegnata per costruire solidarietà e giustizia nella difficile terra di Caserta. L’incontro in onore di Mamadou Sy non ha avuto nulla di formale, scontato, retorico. Coerentemente con sua la vita e presenza sociale e politica. Una persona di cui tutti hanno sottolineato la grande disponibilità ed il fatto di essere sorridente, sempre. Anche di fronte alle difficoltà. E ricordata dagli attivisti e dalle attiviste come persona continuamente volta all’ottimismo della necessità, quel tipo di sentimento che lo portava a dire “avanti, andiamo avanti”. Parole con cui ha fino alle ultime ore di vita sostenuto, paradossalmente, chi gli stava vicino, sperando in un esito diverso.
Lavoratore ambulante in Italia. Divenuto, poi, mediatore culturale. E, insieme, un attivista. Un riferimento per l’intero, grande, Movimento dei migranti e rifugiati di Caserta. E un costruttore di relazioni tra culture, religioni, persone, forme dell’agire politico. Mamadou Sy ha contribuito a fare la storia dei movimenti antirazzisti in Campania e nel Sud Italia, dando un grandissimo contributo di analisi, proposta e umanità, in modo speciale nella provincia di Caserta. Un uomo importante, “un compagno instancabile, presente, coraggioso che ci ha insegnato a vivere senza pregiudizi e con grande umanità”, come scrive il Centro sociale Ex Canapificio, la cui scomparsa, lascia tutta “la comunità orfana di un ponte tra culture, di un raro esempio di giustizia e umanità”.
Una scomparsa che lascia un segno profondo, dunque. Un segno che dovrebbe trovare nella Casa del Sociale a Caserta una sua manifestazione concreta, un segno già in marcia per costruire un punto di riferimento dell’antirazzismo, della solidarietà, del dialogo interculturale e dei diritti.