A Cava chiude Rianimazione, i cittadini si mobilitano

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A Cava e dintorni è vietato ammalarsi. Causa Covid. Chiude il reparto di Rianimazione dell’Ospedale Santa Maria dell’Olmo. Il personale medico e infermieristico è trasferito al Covid Center del “da Procida” per esigenze legate «allo scenario epidemiologico attuale». Sono sospesi tutti i ricoveri presso il reparto «in via temporanea e per tutto il periodo di emergenza Covid». Lo ha stabilito ieri una comunicazione firmata dalla Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Ruggi d’Aragona.
Dopo la notizia del provvedimento di sospensione dei ricoveri, alcuni manifestanti del comitato “Diritto alla Salute” sono scesi in strada, stazionando davanti all’ospedale metelliano, in segno di protesta contro la decisione e per chiedere il ritiro del provvedimento che, di fatto, impedisce ai cavesi di ammalarsi per tutta la durata della pandemia.
Tutto il personale della dirigenza e del comparto dell’Unità Operativa Centrale di Anestesia e Rianimazione è trasferito alla Rianimazione Covid del “da Procida”. Solo la guardia anestesiologica, attività urgenti e indifferibili saranno garantiti dalla responsabile tramite apposita turnazione. Una situazione che rende pressoché inutile anche la presenza delle sale operatorie presso il presidio ospedaliero.
Per la segreteria Fp Cgil di Salerno si tratta di un dramma che «lascia senza assistenza sanitaria un territorio di 52mila abitanti, portando al ridimensionamento del Pronto Soccorso in Psaut: un vero e proprio dramma per la città e per il territori limitrofi».
Usa toni soft nel commentare la notizia il sindaco di Cava, Vincenzo Servalli: «Senza alcuna preventiva informazione, si è disposto, alla luce dell’aggravarsi della situazione di contagio, la sospensione dell’attività di rianimazione». «La scelta – ha proseguito Servalli – senza dubbio legata alla drammatica situazione che stiamo vivendo, è d’altra parte, la più semplice e immediata, ma anche quella che con grande chiarezza esprime lo stato in cui si è ridotta la sanità italiana e campana, con un’azienda che, per affrontare un grave problema, è costretta a divorare se stessa»
Per il deputato di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli, la chiusura del reparto «significa di fatto la chiusura dell’ospedale di Cava de’ Tirreni». «Questa sconsiderata decisione è frutto di una mancata
programmazione regionale di prevenzione del Covid-19 – aggiunge Cirielli – si sono persi otto mesi di tempo nei quali si sarebbero dovuti potenziare gli ospedali assumendo medici e infermieri sfruttando la mobilità, ma anche attraverso assunzioni a tempo determinato».
“È ormai evidente a tutti il fallimento della gestione della sanità campana da parte del Pd – conclude il deputato di Fdi – dispiace solo constatare che quasi il 75% dei cavesi appena un mese fa aveva dato fiducia a De Luca. Ora ne pagherà il prezzo tutta la città».
Il gruppo “Siamo Cavesi”, rappresentato da Marcello Murolo, Raffaele Giordano e Vincenzo Passa – punta il dito contro «la politica regionale, che non ha saputo programmare questa seconda ondata da tempo annunciata e contro il sindaco Servalli, che non riesce mai a dare risposte certe ai cittadini» – dicono i membri dell’opposizione.

(Dal Quotidiano del Sud in edicola oggi)