A Montoro soprelevazione in zona monumentale vincolata

Cemento sull’area pertinenziale del Convento Domenicano SS. Corpo di Cristo (tra i più importanti del Medioevo) in piena area protetta dalla legge del 1990

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Vorrei che qualcuno spiegasse come sia stato possibile autorizzare in zona vincolata dalla legge e dal PRG come zona di conservazione, senza parlare degli altri vincoli presenti, l’intervento di soprelevazione della casetta costruita negli anni settanta del secolo scorso sull’area pertinenziale del Convento Domenicano SS. Corpo di Cristo (Convento di San Leucio, restaurato con i fondi del Giubileo 2000).

Inquadratura dall’alto dello scempio perpetrato ad un patrimonio di inestimabile valore

Stiamo parlando di un complesso che costituisce uno dei Monumenti più rappresentativi di Montoro, che alla luce di quanto sta emergendo dalle ricerche archivistiche portate avanti da studiosi di chiara fama rappresenta uno dei monumenti medioevali più importanti se non l’unico della Valle dell’Irno. E dunque come si può giustificare un intervento a danno di un patrimonio culturale che solo pochi anni fa la stessa amministrazione comunale ha contribuito a tutelare, restaurare e valorizzare con un progetto condiviso, anche se poi alla fine ne è stata di fatto negata la fruizione alla comunità?
Come è possibile che all’interno della fascia di rispetto, così come perimetrato nel decreto di vincolo del Ministro Ferdinando Facchiano nel lontano 8 maggio del 1990, sia stata autorizzata la soprelevazione di quella casetta che già di per sé offendeva il complesso conventuale?

L’antico convento, forse il più importante sito medievale della Valle dell’Irno

Ricordo a chi ha autorizzato ciò che la Chiesa e la Congrega sono vincolate ope legis. Per il Convento è stato chiesto ed ottenuto nel 1990 il vincolo ai sensi della legge 1089 del I  giugno 1939. Decreto firmato dall’allora Ministro dei Beni Culturali Ferdinando Facchiano e che alla fine degli anni ’90 venne “accarezzata” l’idea di chiedere il trasferimento fuori sito della casetta, idea poi abbandonata si presume per opportunità politiche.
Sta di fatto che a qualcosa già di per sé molto grave si somma una scelta scellerata che segnerà per sempre il sito e il monumento, tutto questo nel totale disprezzo delle norme urbanistiche ed edilizie vigenti e dei vincoli presenti sull’area.

Inquadrature dall’alto dell’area inspiegabilmente violata nonostante la protezione della legge

Vedere quanto sta accadendo è molto grave non solo per il Monumento ma per tutta la comunità montorese e mi auguro ci possa essere uno scatto di orgoglio da parte del governo del territorio per porre immediatamente fine a questo ennesimo attacco alla memoria storica del luogo e per decidere anche la delocalizzazione della “villetta”.
È chiaro che tutto questo è stato reso possibile perché non solo c’è stato qualche tecnico compiacente, ma anche perché gli uffici competenti che hanno autorizzato l’opera hanno agito con superficialità.

L’area del Montorese dove si è verificato l’abuso

È davvero disarmante assistere quotidianamente all’attacco sistematico al nostro patrimonio malgrado quanto venga detto, scritto, e realizzato in tutte le parti del mondo e i corsi di laurea sempre più attenti alle metodologie che vengono portati avanti nelle Università.
La bellezza e il rispetto per la Storia non abitano a Montoro, a guardarsi intorno ci si rende subito conto che bisogna fare ancora molto per far comprendere a chi decide che il nostro patrimonio culturale non è arrivato per caso ma è una risorsa creata dagli uomini per gli uomini ed è l’unica cosa di cui possiamo essere davvero orgogliosi a condizione che di tutto questo ci sia adeguata conoscenza.
Sì, perché solo la “Conoscenza” sta alla base di tutto e non bisogna essere per forza storici dell’arte o altro per apprezzare il bello. Ognuno di noi, se viene educato ad osservare, riesce a percepire qualcosa e giorno dopo giorno si sentirà più ricco perché la memoria storica di un luogo è ricchezza.