La manifestazione della Lega dell'8 settembre scorso contro la quale fu espresso un dissenso da parte dei manifestanti rinviati a giudizio

Questa mattina si è tenuta la conferenza stampa delle persone rinviate a giudizio a Salerno per non avere rispettato l’articolo 18 del testo unico di pubblica sicurezza in tema di manifestazioni pubbliche. A settembre 2018 ci fu la passeggiata per la legalità organizzata dalla Lega sul lungomare di Salerno. A quella manifestazione parteciparono, contestandola, circa 150 persone, espressioni dei movimenti e percorsi antirazzisti e solidali della città. Iniziate le indagini, la Procura ha chiesto l’archiviazione, mentre il giudice per le indagini preliminari ha intimato di proseguire, andando così a processo. La prima udienza si terrà il 25 settembre 2020, in un processo che pone al centro il tema della libertà di dissenso. In altre parole, la domanda che tale procedimento sembra porre in evidenza è: una manifestazione può essere contestata, con forme non violente (come, in questo caso specifico, riconosciuto dalle stesse forze di polizia)?
A questo interrogativo risponderà il processo.
Secondo le persone imputate “mancano tutti gli elementi – organizzazione, sobillazione, messa in pericolo dell’ordine pubblico – per ritenere applicabile il testo unico sulle leggi di pubblica sicurezza”, mentre, in vece, si è trattato di un’espressione di dissenso.
Certo è che porsi oggi, 2019, dopo 70 di Costituzione repubblicana, la domanda sulla libertà di dissenso durante un corteo fa riflettere parecchio sullo stato della democrazia nel nostro paese.