A Sarno le erbe per curarmi e farmi anche bello

Un grande laboratorio naturale sui terreni confiscati al boss

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In un ottimo contesto ambientale e paesaggistico, il progetto dell’Orto Botanico di Sarno, nasce per accogliere una ricca varietà di piante aromatiche-officinali, fitodepurative e purificanti. La sua realizzazione è la manifestazione della capacità della Società Civile di riutilizzare, a scopi sociali, i beni sottratti dallo Stato in forza della legge 109/96, da un progetto concordato con l’Associazione Porta Aperta Onlus e, approvata dal CSV Sodalis Salerno, che ne ha finanziato la realizzazione.
Lo scopo di questo progetto è la volontà di contribuire alla riscoperta delle erbe officinali presenti nella tradizione mediterranea e campana, al fine di promuoverne la coltivazione e il consumo; rendendole così foriere di natura nelle nostre abitudini quotidiane.
In un quadro mutevole, quale è quello attuale, c’è ancora spazio per la coltivazione delle piante officinali? La risposta è certamente sì. Tutte le moderne tendenze dell’agricoltura, la diversificazione delle produzioni, la multifunzionalità, la sostenibilità ambientale, possono trovare nella coltivazione delle specie officinali diverse significative risposte.
In primo luogo, la coltivazione di alcune specie officinali di rilevante interesse economico potrebbe costituire una via importante per l’utilizzazione razionale e “sostenibile” di molte aree rurali, specialmente se marginali o, come nel nostro caso, da rivalorizzare.

Un angolo del laboratorio naturalistico di Sarno

La riqualificazione di tali terreni si basa soprattutto sulla bonifica ambientale, nel nostro specifico caso della località “Foce di Sarno”.
Il nostro “Orto Botanico” è uno spazio verde di proprietà comunale di media grandezza, realizzato su un terreno di 3.651 mq., in località “La Marmora” e, rappresenta la rinascita, una mostra del grande e ricco patrimonio verde che caratterizza il fertile Agro Sarnese, conferendo all’opera significato storico, rappresentato dal patrimonio agricolo e rurale di una cultura contadina.
Il progetto è stato inaugurato ufficialmente il 21 marzo 2011, in occasione della «Giornata Nazionale delle Memoria e dell’Impegno per le Vittime della Mafia».
Nel 2016 si trasforma in LAB “Laboratorio Aromatico Botanico”, ed attualmente conta più di 1000 visitatori.
La struttura è stata pensata sia per il piacere estetico che, per dare un minor impatto ambientale, creando un senso di mistero e curiosità al contesto. Infatti, l’Orto appare come un’oasi di vegetazione, dove gli ospiti vengono accolti, accompagnati e guidati lungo un percorso botanico polisensoriale.
È stato ordinato, pertanto, secondo le seguenti qualità di specie vegetali autoctone tra le quali: il noccioleto (testimone della natura d’origine dell’impianto); il frutteto con alberi tipici dell’areale come: il castagno, il corbezzolo ed il melograno; le succulente; le aromatiche e le piante acquatiche collocate lungo gli argini, all’interno di un biolago.
Si ha l’impressione di essere in una doppia stanza naturale: la prima ospita una struttura a “casetta” in legno, la seconda è quella che maggiormente desta curiosità per chi dirige lo sguardo all’orizzonte, dove sono stati realizzati due impianti serricoli, non solo fini a se stessi ma, anche pensati per attività ludiche e laboratoriali.
Il focus del progetto è stato quello di consentire ai visitatori sia di osservare e toccare essenze e varietà in uso del vivere quotidiano come: la lavanda, la salvia, la menta, melissa, timo, origano e sedano, interagendo con domande ed interventi vari, mediante l’ausilio di schede didattiche, sia essenze poco diffuse come: stevia, ruta, dragoncello, liquirizia ed erba pepe. Per contestualizzare l’opera, a tale scopo, per la verniciatura della struttura è stata scelta una tonalità verde scura, ed una siepe cela il tutto allo sguardo dell’osservatore entrante.

La grande area valorizzata di Sarno

Assolutamente originale per i visitatori sono le aree ricavate nell’impianto, che accolgono le piante officinali, aromatiche, tintorie e mangerecce : scrigno e tesoro da cui attingere conoscenze per svolgere seminari didattici. La scelta della disposizione delle essenze vegetali, all’interno dell’orto, ha seguito un criterio sia botanico, – per le peculiarità delle singole essenze-, che una similitudine cromatica e morfologica. Queste, infatti, sono state disposte seguendo dei particolari accostamenti, tali da dare un senso di tranquillità all’ingresso dell’orto, ed incuriosire i visitatori verso l’uscita.
I percorsi favoriscono un contatto globale con il mondo della natura, e per questo si articolano in momenti di raccolta e di utilizzo delle erbe, in lezioni didattiche, momenti svolti a stimolare processi cognitivi e lo sviluppo sociale, attraverso manualità e creatività, sia all’area aperta che in laboratorio didattico scientifico. Raccogliendo e impiegando le erbe quotidianamente è possibile fare amicizia con esse, e poterle ritrovare e impiegare nella vita di tutti i giorni. Attraverso una conoscenza reale, legata ad esperienze piacevoli e che, ci rimettono in contatto con la nostra anima profonda e con l’armonia di Madre Natura, possiamo ritrovare nella vita di tutti i giorni un rapporto sano ed equilibrato con l’ambiente e la terra.
A conclusione, per sviluppare le capacità sociali e relazionali, viene affidata una piantina alle cure e alla responsabilità dei fruitori dell’Orto. Un percorso questo, pensato per indurli a riflettere sul legame inscindibile tra uomo e mondo vegetale, ma gli utilizzi delle piante e dei materiali che da esse derivano sono veramente infiniti.

Le officinali e il loro impiego

In espansione l’utilizzo delle piante officinali

Le specie officinali possono essere distinte in base al loro utilizzo. Piante come la salvia, il timo, la menta hanno un interesse culinario, sono infatti utilizzate in cucina per l’aromatizzazione di minestre, dolci, zuppe, arrosti. Interessante è anche l’utilizzo di molte specie officinali spontanee che, con i loro fiori, attirano le api permettendo di migliorare e aumentare la qualità dei mieli. Queste specie sono chiamate mellifere e sono ad esempio il tiglio, il biancospino, la salvia, la lavanda, il coriandolo, il tarassaco.
Non trascurabile è l’impiego delle erbe officinali a fini decorativi ed ornamentali ed il loro utilizzo in agricoltura biologica, nella prevenzione e nella lotta contro i patogeni e i parassiti delle piante coltivate.
Le essenze di menta, lavanda e timo possono essere impiegate per ridurre la presenza di alcuni patogeni sulle piante. L’estratto di ortica, abbondante negli incolti e nelle vicinanze di terreni ricchi di sostanza organica, è un buon repellente per gli afidi e un concime per le piante.
Importante è anche l’utilizzo di molte piante nella cosmesi, mediante l’impiego degli oli essenziali, delle gemme, delle mucillaggini, ecc.. Rientrano in questo gruppo, piante come  calendula, camomilla, lavanda, salvia, pino e tante altre.
Il ricorso alle officinali in Italia in questi ultimi anni sta sempre più aumentando grazie anche ai positivi risultati di studi e ricerche condotte da aziende farmaceutiche, erboristiche, cosmetiche e alla sempre maggiore richiesta del consumatore di prodotti naturali.
L’uso delle erbe e dei suoi derivati da parte dalla maggior parte delle persone è visto come una alternativa alle medicine di sintesi con la garanzia e la sicurezza di non incorrere in tutte le controindicazioni che si ritrovano in molti farmaci di derivazione sintetica.
Si debbono pertanto considerare le “erbe” come piante medicinali e perciò farmaci a tutti gli effetti.
La coltivazione delle piante officinali ha tuttavia il vantaggio di salvaguardare la valorizzazione e il recupero del patrimonio ambientale mediterraneo.
In un contesto ambientale sempre più contaminato da agenti inquinanti,
allergogeni e potenzialmente patogeni, si assiste alla proliferazione esponenziale delle malattie degenerative. L’ansia collegata al desiderio di poter governare le proprie condizioni di salute il più a lungo possibile, si traduce in una sempre maggiore attenzione nei confronti della salubrità del contesto ambientale in cui si vive.
In questo quadro un po’ confuso e a volte contraddittorio, nella maggior parte dei consumatori, emerge con forza un’idea dominante, e cioè che i prodotti naturali, o di origine naturale, proprio in virtù di questa loro condizione di base, rientrano nel ristretto novero dei prodotti che “fanno bene”. L’idea in sé è abbastanza discutibile: un prodotto di derivazione “naturale” non è innocuo o benefico solo in quanto “naturale”.
“Il termine ‘naturale’, con cui spesso vengono qualificati alcuni prodotti alimentari salutistici, non dà di per sé garanzie in termini di sicurezza d’uso.
Le piante aromatiche
Si definiscono “piante aromatiche” le specie dotate di una o più sostanze che conferiscono particolari odori e sapori e che, vengono impiegate nella preparazione di bevande e profumi.
Esse si suddividono in due categorie fondamentali:
• specie “da essenza”;
• “spezie”, o “piante aromatiche da condimento”.
Le prime sono piante dotate di una elevata concentrazione di principi attivi ad azione profumante.
Sotto la denominazione di “piante aromatiche da condimento”, vengono invece individuate le specie comunemente adoperate in erboristeria e/o in cucina, tal quali o sottoposte a minime trasformazioni (macinazione, essiccazione ecc), eseguite soprattutto con lo scopo di aumentarne la conservabilità e la trasportabilità fuori dai luoghi di produzione.

Le piante medicinali

Mercato in crescita e visitatori interessatissimi

In base alla definizione dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), sono medicinali “tutte le specie vegetali contenenti, in uno o più dei loro organi, sostanze che possono essere utilizzate a fini terapeutici o preventivi, o che sono i precursori di sintesi chemiofarmaceutiche”. Le specie medicinali sono elettivamente destinate all’industria e quindi a potenziali acquirenti assai esigenti sotto il profilo qualitativo.
Un discorso a parte riguarda le specie per uso erboristico, utilizzate per la preparazione di infusi, tisane, decotti e preparazioni fitoterapiche per automedicazione.

Conclusioni
L’Orto Didattico di Sarno accoglie visitatori di ogni parte della provincia, per la promozione e la conoscenza della struttura. Si propone come una vetrina/sintesi della vegetazione del nostro Territorio, dal momento che la conoscenza e il rispetto della Natura passa attraverso la familiarizzazione con le singole specie, con il loro ruolo, con gli ambienti più adatti alla sopravvivenza, con la tradizione e la cultura dei luoghi.
È così che l’ Orto Didattico diventa autentico laboratorio naturale ed ha un’eco positivo non solo in tutta la Regione Campania ma, anche su tutto il Territorio Nazionale, di fatti Cesare Fiumi, giornalista del Corriere della Sera, nel numero 16 di “SETTE” del 21 aprile 2011 scrive:” ..è lì che è stato inaugurato quest’orto, che restituisce a tutta una comunità, nel senso pieno di bene comune, un territorio sequestrato alla criminalità organizzata, confiscato ai clan di camorra. Così da ridare colore a tutto un paesaggio sociale: una mano di verde-legalità, di quello intenso e sano”.

Davide Belpedio
agronomo paesaggista