Accordo Regione-Sanità privata, ipotesi danno di 20 milioni

Inchiesta della Guardia di finanza. Insorgono Centrodestra e Cinquestelle

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L’accordo tra Regione Campania e sanità privata per poter usufruire di posti letto aggiuntivi durante l’emergenza Covid è finito sotto la lente di ingrandimento della Corte dei Conti: secondo le indagini svolte finora dalla Guardia di Finanza di Napoli, potrebbe ammontare a circa 20 milioni di euro il danno erariale per le somme erogate in modo non corretto a 56 strutture private, in base a quell’accordo. Oggetto del contendere – già al centro di esposti – alcuni punti di quella intesa, in particolare quello che prevedeva di pagare «il 95 per cento del budget mensile assegnato ogni anno alle singole cliniche a prescindere dal valore reale della produzione». Una norma varata nei giorni dello scoppio dell’emergenza, poi ridimensionata nelle settimane successive, che avrebbe consentito ai privati di ottenere introiti pur in assenza di posti letto realmente utilizzati. Sulla correttezza dell’accordo e delle successive procedure di pagamento dovrà ora esprimersi la procura regionale della Conte dei conti, sul cui tavolo è giunto il dossier investigativo delle Fiamme gialle.
Sulla notizia si è scatenata la polemica politica. Tra le prima a parlare proprio la candidata Valeria Ciarambino che, da consigliere regionale, aveva presentato uno degli esposti arrivati all’attenzione dela Guardia di Finanza. «L’inchiesta della Corte dei Conti conferma che avevo ragione quando ho denunciato che l’accordo con l’Aiop, oltre che inutile in quanto stipulato in un momento in cui i posti letto per degenza Covid cominciavano a essere disponibili negli ospedali pubblici, contravveniva palesemente alle disposizioni del Governo, laddove si stabiliva di riconoscere ai privati il 95% del budget mensile previsto anche in assenza di prestazioni erogate, quando il limite fissato dal Governo era ancora del 70%. Un accordo dal sapore elettorale nel passaggio in cui si stabiliva che per l’eventuale conguaglio dare-avere se ne sarebbe parlato nel 2022». Commenta l’inchiesta anche il segretario regionale della Lega Nicola Molteni. «L’inchiesta della Guardia di finanza e della Corte dei Conti fa luce sulla prassi politica della sinistra in questi anni in Campania: assistenzialismo e clientele. E intanto ai cittadini toccano le lunghe liste d’attesa, i ricoveri in barella, i trasferimenti al Nord per le cure. Basta con questa vecchia politica figlia di De Mita, Mastella e De Luca. Fuori i mercanti dal Palazzo. I servizi al cittadino tornino tema centrale dell’azione politica dei nostri amministratori». Intanto la senatrice campana del Movimento 5 Stelle Maria Domenica Castellone, componente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, ha annunciato che su questa vicenda verrà presentato un esposto in Procura. «Oggi constatiamo che ancora una volta una amministrazione regionale inefficiente ha utilizzato questa emergenza per danneggiare ulteriormente il bilancio di una sanità pubblica che è già al collasso, favorendo gli interessi privati a danno del diritto alla salute dei cittadini», ha commentato.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)