Addio a Gregoretti, diresse Città Spettacolo

Fu direttore per nove anni della rassegna teatrale beneventana. Sempre innovativo, sia nel teatro che nel cinema e in televisione. Ebbero successo anche le sue regie liriche

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Lascia un vuoto anche in Campania Guido Gregoretti, scomparso all’età di 88 anni: regista cinematografico, televisivo e teatrale. Nato a Roma, è stato autore di satire pungenti ma dai toni garbati che hanno messo in risalto i difetti della società italiana. Nel corso della sua carriera si è dedicato prevalentemente alla regia televisiva. Iniziò la sua carriera alla Rai negli anni 50, diventando ben presto autore di servizi televisivi: realizzò inchieste per le rubriche di costume Semaforo (1954) e Controfagotto (1960) e il documentario La Sicilia del Gattopardo (1960). Il debutto cinematografico avviene con I nuovi angeli (1962), un film a episodi realizzato con attori non professionisti, nel quale si attraversa l’Italia allo scopo di descrivere i modi di vivere dei giovani nelle diverse realtà. A seguire l’apologo fantascientifico Omicron (1963), i due documentari Apollon, Una fabbrica occupata (1969) e Contratto (1971) e l’autobiografico Maggio musicale (1990).
Dal 1980 al 1989 Gregoretti diresse la Rassegna Benevento Città Spettacolo di Benevento, e dal 1985 al 1989 il Teatro Stabile di Torino. Si misurò anche come regista lirico, mettendo in scena tra l’altro una memorabile edizione de L’italiana in Algeri (1976), mentre nel 1998 mise in scena Purgatorio 98, una versione rivisitata del Purgatorio di Dante, contenente elementi di contaminazione come l’uso del dialetto napoletano. Nel 2009 riceve il Premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi,quale “giornalista, autore teatrale e televisivo, regista, attore, sempre uomo d’alto impegno intellettuale e civile” e nel 2010 il Nastro d’argento alla carriera.