Addio a Marco Fracas, centravanti genio e sregolatezza

A sessant’anni da poco compiuti è morto l’ex attaccante di Paganese e Salernitana

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Ha lasciato per sempre questo mondo terreno Marco Fracas, ex calciatore di Paganese e Salernitana. Aveva sessant’anni da poco compiuti ed il suo nome è legato indissolubilmente alle gesta sportive sia della Paganese che della Salernitana. Era stato un centravanti esplosivo per le doti calcistiche che sprigionava. Aveva un non comune fiuto della rete ed il suo sinistro nelle aree di rigore avversarie non perdonava. Segnò tanto nella Paganese in tre annate calcistiche dal 1979 al 1982 (i tabellini parlano di 28 gol realizzati) che inevitabilmente fu adocchiato e poi ingaggiato dalla Salernitana che ambiva al salto di categoria in serie B per l’annata 1982-83.
Era talmente ben considerato nell’ambiente sportivo nazionale che più di un allenatore lo avrebbe ben visto in serie superiore. Il suo carattere guascone, la sua innata vena goliardica, forse la poca propensione al sacrificio estremo però avevano frenato psicologicamente la sua corsa verso la massima serie nazionale che invece avrebbe ampiamente meritato. Era considerato un grande attaccante, con tanti “ma” e “però”, particelle che limitarono sempre la sua carriera. Fracas era questo: genio e sregolatezza; molto genio, tanta generosità, ma anche molta sregolatezza.
La sua vita – dopo gli impegni agonistici – si svolgeva tra Vietri sul Mare, dove alloggiava, e Salerno. Proprio a Salerno, piazza notoriamente esigente e dal palato fine, i tifosi gli rimproveravano serate allegre; e se lo ricordavano soprattutto la domenica quando sotto rete non riusciva a essere lucido e spietato come avrebbero voluto.
A Pagani, invece, gli hanno sempre perdonato tutto. Il nome di Fracas è stato sempre sinonimo di grande attaccante ed è buono per tutte le età; da quelli che lo hanno conosciuto personalmente a quelli, invece, che hanno solo sentito decantare le sue imprese balistiche. Negli occhi dei tanti che hanno avuto il piacere di assistere ai suoi pezzi di bravura c’è ancora – a distanza di quarant’anni – la mitica punizione di sinistro che si conficcò all’incrocio dei pali della Reggina. Era un uomo buono e generoso, Marco Fracas, ed era legato alle squadre in cui aveva militato. Viveva a Ladispoli ma aveva mantenuto i contatti con tanti calciatori e con tanti suoi tifosi personali anche sui social.
Oggi la brutta notizia che non avremmo mai voluto ricevere: un destino crudele lo ha ghermito prematuramente dopo un iniziale malore di un mese fa che sembrava superato.