A Salerno è improvvisamente scomparso il professore Mario Alberto Pavone, docente ordinario di storia dell’arte moderna nell’Università degli Studi di Salerno. Domani alle ore 10 nella chiesa salernitana di Santa Lucia, in Via Roma, si svolgeranno i funerali.
Mario Alberto Pavone era uno dei più apprezzati studiosi di storia dell’arte italiana, con particolare riguardo al Mezzogiorno e alla nostra provincia salernitana. Conseguì la laurea in Lettere Moderne nel 1970 presso l’Università degli Studi di Napoli. Dal 1981 ricoprì il ruolo di ricercatore confermato presso l’Istituto di Storia dell’Arte, diretto da Ferdinando Bologna, anche lui scomparso all’inizio di aprile. Mario Alberto Pavone, nell’anno accademico 1993/94, vinse il concorso di professore associato di Storia dell’arte moderna. Fu chiamato a insegnare la storia dell’arte presso l’Università di Trieste e successivamente, per trasferimento, nell’ Università di Salerno, dal 1994/1995. Divenuto poi docente ordinario, era titolare nell’Ateneo salernitano dei corsi di Storia dell’arte moderna nel circuito mediterraneo e di Iconografia e Iconologia nel Corso di Laurea Magistrale in Storia e Critica d’Arte.
Intensa è stata la sua attività di ricercatore. A Salerno, dove viveva, dal 1998 al 2002 ha diretto il Corso di Perfezionamento annuale in Storia dell’Arte Moderna presso il Dipartimento di Beni Culturali dell’università degli Studi e, nell’anno accademico. 2006-2007, il Master di I livello in “Esperto dei processi di conoscenza e inventariazione del patrimonio storico-artistico per la valorizzazione delle aree interne”. Si è sempre interessato dell’arte nel Mezzogiorno e soprattutto ricordiamo i suoi contributi alla storia della pittura a Napoli e nel meridione tra il Seicento e il Settecento, con ricerche su momenti e autori dell’arte in età moderna di grande rilievo, non solo in Italia, ma anche all’estero. Ha partecipato attivamente a numerosi cataloghi d’arte, da lui stesso curati o con schede su opere e artisti e ha curato diverse mostre d’arte di valenza nazionale. Ha scritto importanti studi sui rapporti tra Napoli, Genova e Venezia e le presenze della pittura del barocco napoletano in altre zone d’Italia.
Il professor Pavone, tra il 2015 e il 2017 aveva coordinato il progetto universitario su “Analisi della produzione artistica nel Cilento tra il Sei e il Settecento”, con grande attenzione alla nostra provincia e alle zone più “periferiche” di essa, con la ricerca archivistica e documentaria e di opere d’arte sparse nelle chiese o anche di proprietà privata. Dunque, grande attenzione al rapporto tra centro e periferia, considerando come, “a fronte degli arrivi di opere d’arte dal centro partenopeo, si sia sviluppato nei diversi territori un fenomeno di adeguamento all’interno della produzione locale”. Sarebbe lungo enumerare i meriti di Mario Alberto Pavone, come docente e come ricercatore. Ma va ricordato che ricopriva la carica di vice presidente del Centro Studi sulla Civiltà Artistica dell’Italia Meridionale “Giovanni Previtali”, presieduta e fondata dal professore Francesco Abbate, attraverso una costante collaborazione alla pubblicazione dei diversi volumi del Centro, oltre a un’intensa opera di promozione di iniziative culturali in favore della valorizzazione e della tutela del patrimonio artistico.
La sua scomparsa lascerà un vuoto enorme per la ricerca storico-artistica nell’Italia meridionale. Ai giovani ricercatori toccherà saper raccogliere i frutti della lezione che Mario Alberto Pavone ha lasciato in eredità.