Aeroporto di Salerno, lo studio choc

Commissionato dal Consorzio, ignorato da 23 anni: parla di certi «decolli impossibili» L’indagine citata nelle denunce pubbliche dell’esperto pilota Sergio De Rosa

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L'atto costitutivo del Consorzio aeroportuale fu approvato dal 1981: da allora si attende il potenziamento di una struttura sulla quale grava da decenni il silenzio del potere centrale

Tutti i rischi e le disfunzioni dell’aeroporto di Pontecagnano, messi nero su bianco. Sono nello studio presentato il 30 settembre 1997 dal Consorzio dello scalo a Civilavia, l’ente nazionale per l’aviazione civile. Il consorzio lo aveva commissionato alla società Air Support, specializzata in consulenze del settore aeronautico. Ma in 23 anni, evidentemente, nulla hanno sortito i pesanti rilievi del documento. Oppure non sono stati condivisi dagli enti preposti. A ricordarlo è rimasto solo Sergio De Rosa. Ex primo ufficiale Alitalia e top gun, diplomato alla scuola di volo della Us Navy, dagli anni ’90 denuncia la scelta errata. Il sito sta lì, in un’area circondata dai Monti Picentini. De Rosa lo ha sottolineato nell’intervista pubblicata due giorni fa dal Quotidiano del Sud-l’Altra voce della Città. Ma quei dubbi, il pilota li esprime da almeno 25 anni. E un quarto di secolo fa, li ribadì a Civilavia, al direttore dell’aeroporto di Napoli, e al sindacato Anpac.
Secondo De Rosa, all’epoca, mancava uno studio di agibilità ambientale. E in base a quella bocciatura, espressa da un esperto con due lauree specialistiche, Air Support fu incaricata dello studio. Un lavoro che, per De Rosa, confermò in pieno le perplessità. L’indagine approfondiva le previsioni dello sviluppo di traffico, e le procedure operative di carattere aeronautico. Proprio il secondo capitolo, relativo alle procedure di volo, descrive gli aspetti più inquietanti. A pagina 13 si legge: «Situazione orografica (…) comunque già a poco più di 7 miglia le altezze orografiche sia in direzione nord che nord-est superano facilmente i 3.500 piedi (c.a. 1.200 mt). (…). Gli approcci e decolli in direzione dell’entroterra sono problematici». Per De Rosa, il termine «problematici» è un eufemismo: in realtà sarebbero impossibili. L’assunto sembra convalidato più avanti, al quinto capoverso di pagina 13. «In particolare la situazione orografica a nord-est (…) – si sostiene – condiziona il segmento di mancato avvicinamento e contribuisce sostanzialmente alla determinazione delle minime procedure». Anche qui, ci sarebbe poco da girarci intorno. De Rosa evidenzia come sia condizionata la stessa possibilità operativa dei velivoli commerciali. E a pagina 49, lo studio afferma: «Procedure di partenza pista 05 (verso terra) (…) i rilievi orografici nell’entroterra rispetto all’aerodromo rendono praticamente impossibile la partenza per pista 05». Secondo l’ex ufficiale Alitalia, se non si può decollare verso terra, non si può nemmeno effettuare la manovra di mancato avvicinamento di certificazione, provenendo dal mare. Questo, perché tale manovra si sviluppa pur sempre verso terra. Altra grana: a pagina 43, la relazione esamina le procedure di avvicinamento alla pista 23. Al secondo capoverso si rimarca: «I rilievi orografici dell’entroterra non consentono l’avvicinamento strumentale diretto alla pista 23. I gradienti (variazioni per unità di lunghezza che una grandezza subisce da un punto all’altro dello spazio lungo una certa direzione, ndr) di discesa richiesta sarebbero improponibili». Insomma, ce n’è abbastanza per porsi delle domande. Interrogativi, forse, ritenuti irrilevanti dal Consorzio. Irrilevanti anche per la filiera istituzionale, dal governo alla Regione, pronta a riversare ingenti risorse sul progetto. Il piano di riqualificazione è ormai senza ostacoli, una volta chiuso il contenzioso al Consiglio di Stato. Era l’ultima tappa di un iter tormentato, con alcuni residenti in trincea, contro il piano di rilancio. Gli allarmi, tuttavia, non sono sconosciuti alle istituzioni. Li ha ripetuti De Rosa in alcuni convegni, a partire dalla metà degli anni ’90. E diffusi in presenza di parlamentari e amministratori locali. Prima che il tema, in pratica, scivolasse nell’oblio. «Dall’aeroporto di Pontecagnano – dichiara l’esperto – non si può atterrare verso monte, non si può atterrare da monte verso mare, non si può decollare verso monte. Si può solo decollare verso mare. Naturalmente, intendo con i requisiti degli aerei commerciali di trasporto passeggeri». Parole assai eloquenti. «Se il comandante De Rosa aveva intenzione di avvilirmi c’è riuscito in pieno – sbottava Antonio Pastore, storico presidente della Camera di Commercio, in una conferenza alla provincia di Salerno -. Se ho capito bene, dell’aeroporto dovremmo farne un ippodromo, un campo da tennis, qualcosa del genere. Così com’è, neanche le farfalle potrebbero atterrare, se ho capito bene». Aveva capito bene: almeno stando a quelle risultanze.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)