Agricoltura / La tecnologia di rete per un’agricoltura collaborativa

Occorre superare la tradizione visione del lavoro visto come posto e un maggiore interscambio tra il mondo della scuola e le aziende

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In agricoltura una rivoluzione possibile grazie alla tecnologia e alla sinergia scuola-aziende

Nell’ambito di un incontro sulla web-economy che si terrà venerdì 11 gennaio dalle ore 10.00 all’istituto Focaccia di Salerno abbiamo incontrano Massimo De Giorgio, esperto di scenari tecnologici SMART e in sicurezza informatica nonché fondatore di SULLEY TECH e main contributor dell’agile team di TABATA. L’incontro con Massimo riprende uno dei temi portanti dell’evento del Focaccia, quello di uno scenario poco battuto dai media in ambito new economy: le possibilità di una agricoltura SMART nello sviluppo di sistemi di piccola impresa agricola in rete, collaborativa, su nuove produzioni su terreni marginali.
Massimo possiamo delineare l’agricoltura del futuro?
Grazie alla tecnologia, il mondo sta vivendo una vera e propria rivoluzione digitale, attuata, a mio parare, attraverso tre fattori fondamentali: lo sviluppo di tecnologie aperte, la condivisione di informazioni ed una generazione di giovani appassionati di tecnologia. L’agricoltura sta iniziando ad utilizzare queste nuove tecnologie e fonti di informazioni per coltivare ed allevare in modo meno invasivo per l’ambiente, misurando e dosando, ad esempio, i consumi energetici e l’inquinamento prodotto.
Parli di tecnologie aperte come volano della innovazione, cosa intendi?
Esiste nel mondo tecnologico un termine OPEN, open software, open data, che vuole indicare una tecnologia i cui dettagli sono messi a disposizione di tutti ed ai quali tutti possono contribuire al suo sviluppo, interagire con gli sviluppatori e gli utilizzatori. Questo nuovo modo di concepire la tecnologia ne potenzia fortemente lo sviluppo e la diffusione con una modalità che nessuna azienda, anche la più grande e affermata, può attuare. L’agricoltura può trovare nelle tecnologie ed informazioni OPEN una fonte di condivisione delle singole esperienze, come se esistesse un grande consorzio globale o nazionale o zonale che mette a fattor comune le esperienze di ciascun agricoltore.

In agricoltura una rivoluzione possibile grazie alla tecnologia e alla sinergia scuola-aziende

Questa apertura può creare problemi di concorrenza o furto di idee?
L’esperienza ormai decennale nel campo del software OPEN non dice questo. È un cambiamento culturale da egosimo e chiusura ad altruismo ed apertura. La comunità degli agricoltori può potenziare la propria attività attraverso la condivisione aperta delle proprie esperienze, un dare-avere che fa bene a tutti.
Un cambiamento culturale impegnativo, non credi?
Sì, certamente, ma attuabile se passa principalmente per una collaborazione tra l’esperienza delle precedenti generazioni nelle tecniche agricole e la discesa in campo dei giovani professionisti, di ragazzi appassionati di tecnologia che approccino il mondo in una prospettiva nuova, quella che papa Francesco definisce ecologia integrale.
Un messaggio alle agenzie educative e formative, la scuola in primis?
Sì e no. Sicuramente le scuole, quelle tecniche e professionali in particolare ma non solo, devono affrontare il tema dello studio delle tecnologie avanzate ma occorrerebbe potenziare il learning by doing. Il mondo delle tecnologie è pieno di ragazzi appassionati che sono diventati ottimi professionisti imparando lavorando. Un approccio proprio del mondo artigiano nel quale i ragazzi iniziano ad apprendere da garzoni per poi diventare attori principali.
Da dove partire?
Sarò franco e sintetico. Occorre superare la tradizione visione del lavoro visto come posto. Occorre far emergere il lavoro come passione; occorre un maggiore interscambio tra il mondo della scuola e le aziende. Partendo dall’alternanza scuola lavoro occorre arrivare ad una contaminazione tra scuola e impresa. Le scuole devono attingere ad esperti tecnologici per supportare il corpo docente; mentre dal canto loro le aziende devono abbracciare il modello artigiano per tramandare conoscenze e tecniche ed arricchirsi di menti irrequiete, un modello che dalla scuola porta in sé il rapporto educativo.

Massimo De Giorgio è raggiungibile via mail all’indirizzo degiorgio@sulleytech.com