In un contesto economico che vede generalmente il Mezzogiorno in maggiore difficoltà rispetto alle regioni centro-settentrionali c’è, tuttavia, un’importante eccezione: il comparto agroalimentare meridionale nell’ultimo triennio ha fatto registrare numeri record, con una crescita superiore a quella delle altre regioni italiane. I dati sono contenuti nella studio realizzato da ISMEA, in collaborazione con Fiera di Parma e Federalimentare, lavoro che ha preso in esame le 1.526 imprese alimentari dotate di bilancio e fatturato superiore a 10 milioni di euro. In un contesto caratterizzato dalla massiccia presenza di aziende medio-piccole (344mila aziende agricole e 34mila dell’industria alimentare), al Sud si è registrata una crescita del fatturato del 5,4%, superiore di un punto a quella del Centro-Nord. Una conferma del ruolo trainante svolto dall’agroalimentare per l’economia meridionale, di cui – del resto – il comparto rappresenta il 18,5%.

Diversi i fattori che negli ultimi tre anni hanno consentito il sorpasso del Mezzogiorno, su tutti spicca la maggiore dinamicità mostrata dalla aziende meridionali. Dinamicità legata sia alla “gioventù” di molte aziende (con meno di 25 anni di attività), dunque ad una maggiore propensione all’innovazione ed all’esplorazione di nuovi settori d’attività, sia al buon numero di aziende che trattano prodotti – formaggi, vini, carni e salumi in particolare – che hanno conquistato ampi spazi di mercato. Nel Mezzogiorno, inoltre, sono presenti aziende che lavorano prodotti specifici con una dinamica molto elevata (e maggiore che nel Centro-Nord) in comparti che hanno fatto registrare ottime performance, quali caffè, cioccolato e confetteria (+14%), prodotti da forno (+18%), olio (+21%). Ma la vera carta vincente delle aziende meridionali si è rivelata la scelta, fatta dal 55% degli operatori, di puntare sulla qualità del “made in Italy” grazie alla dicitura “100% italiano” apposta sui propri prodotti. Una scelta di qualità che ha premiato tanto sul mercato italiano che su quello internazionale.