Ai pasti non badare soltanto alle calorie

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Un modo innovativo di pensare alla dieta e alla salute è nel considerare i pasti non in termini di calorie ma di sinergia dei nutrienti presenti nei vari piatti. Il segreto sta nell’individuare le giuste combinazioni tra alimenti capaci di condizionare in positivo il lavoro dei nostri organi e la liberazione degli ormoni, che sono alla base dell’accumulo di grasso nelle diverse zone del corpo e dell’insorgenza di numerosi problemi e disfunzioni: disturbi cardiovascolari, gastrointestinali, metabolici, cancro, malattie degenerative. Gli ormoni sono molecole in grado di attivare o disattivare i geni, ad esempio un’eccessiva liberazione di insulina, dovuta a un esagerato consumo di cibi ricchi di zuccheri e carboidrati, determina un aumento di peso e innalza il rischio di comparsa del diabete. Questo ormone, infatti, trasforma il glucosio di troppo in grasso di deposito che viene stipato all’interno del fegato, di conseguenza un abuso di carboidrati determinerà non solo un appesantimento del girovita, ma anche la crescita delle cellule adipose con conseguente liberazione di sostanze infiammatorie e di altri ormoni, come la leptina e l’adiponectina, che predispongono a sindrome metabolica, ipertensione, valori elevati di trigliceridi e bassi di colesterolo buono e incremento del rischio di arteriosclerosi.
Quindi occhio al picco glicemico postprandiale!!! Per mantenere sotto controllo la secrezione dell’insulina non assumere nello stesso pasto più alimenti che contengono zuccheri; iniziare il pasto con un piatto di insalate ‘amare’ come radicchio, scarola, rucola ha un potere saziante, fornisce fibre capaci di rallentare l’assorbimento degli zuccheri, favorisce lo sviluppo della flora batterica benefica per l’intestino, stimola i processi digestivi e apporta sostanze indispensabili al buon funzionamento del metabolismo.
Una equilibrata e varia assunzione di proteine, carni magre, pesce, uova e latticini magri aiuta a velocizzare i processi metabolici attraverso la stimolazione del fegato e della tiroide e a sostenere il tono nervoso, favorendo l’attenzione e la concentrazione.
Limitare, invece, il consumo di carni grasse e frattaglie, perché il loro metabolismo produce la maggiore quantità di scorie azotate che reni e fegato devono gestire ed eliminare. Condire qualche cucchiaio al giorno di olio extravergine d’oliva, ricco di grassi salutari che limitano l’assorbimento di zuccheri da parte dell’organismo e la secrezione di insulina e aiutano il fegato a lavorare meglio. Tenere basso il carico glicidico ai pasti contribuisce a non aumentare il peso corporeo e a non danneggiare la salute in generale.