«Aiop, stop ricoveri d’oro»

M5s: emendamento ed esposto contro l’intesa Regione-privati

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L’accordo Regione-sanità privata nel mirino dei 5 stelle. Contro il protocollo stipulato a marzo, sull’onda dell’emergenza, ci sono un esposto alla Corte dei conti e un emendamento al decreto liquidità, firmato dal deputato salernitano Nicola Provenza. L’accusa a Palazzo Santa Lucia è di un’intesa troppo favorevole alle cliniche. «Le fritture di pesce di Vincenzo De Luca sono tornate alla ribalta camuffate sotto l’emergenza Covid. – attacca in una videoconferenza stampa la capogruppo regionale M5s, Valeria Ciarambino -Paghiamo pieno per vuoto, la Regione è subalterna ai privati. Non contestiamo il privato in sé ma un accordo come questo: qual è il vantaggio per Regione e cittadini?». I pentastellati rinfacciano anche il mancato rispetto delle linee guida, stabilite dal decreto Cura Italia. «Il protocollo – sottolinea la senatrice Maria Domenica Castellone – è in contrasto con il provvedimento del governo. Ho depositato una interrogazione al ministro della salute Speranza per chiedere verifiche ed approfondimenti». Provenza rileva come, in Campania, «il paziente cronico contribuisca a sostenere i livelli occupazionali del privato e del pubblico e in cambio non riceva il suo diritto all’assistenza. La rete territoriale si è rivelata completamente inesistente, d’altronde non era possibile in un mese o due se prima non c’era». Tra le storie emblematiche, riportate su queste colonne, quella della casa di cura Tortorella di Salerno. La struttura aveva dato disponibilità ad assistere malati Covid, pur attivando il Fondo di integrazione salariale per 139 dei 161 dipendenti. Una sorta di cassa integrazione a tempo, a zero ore, concessa proprio per l’emergenza.
L’emendamento Provenza. L’iniziativa di Provenza mira a correggere possibili storture, nelle intese fra Regioni e sanità privata. Con uno sguardo rivolto alla Campania. «L’emendamento prevede che – si legge nella sintesi – la remunerazione da parte delle regioni sia possibile previa verifica preliminare e documentata che le funzioni assistenziali siano state affidate al privato per indisponibilità da parte delle strutture pubbliche». L’iter di conversione del decreto partirà la prossima settimana. Provenza punta ad una stretta sui controlli, ma anche sui criteri degli accordi. «L’emendamento – aggiunge la nota – prevede che il riconoscimento delle funzioni assistenziali (…) è consentito a condizione che gli erogatori interessati non sospendano le attività di cura ordinarie già presenti negli accordi e nei contratti stipulati con gli erogatori privati. Inoltre si prevede che in ogni caso la remunerazione tenga conto delle dette sospensioni nonché della riprogrammazione e delle ordinarie attività assistenziali».
L’esposto alla Corte dei conti. L’esposto è firmato da tutti i parlamentari campani e consiglieri regionali dei 5 stelle. Tra le criticità dell’accordo Regione-Aiop, i compensi. «Il sistema di remunerazione, basato sulla disponibilità manifestata dalla struttura sanitaria privata a fronteggiare l’emergenza Covid-19 e parametrato sul budget assegnato alla specifica Casa di cura dal Dca 48/2018 (decreto del commissario per la sanità, ndr), – afferma l’esposto-, (…) appare inopportuno, contraddittorio, non proporzionato e non sostenibile dalla regione Campania dal punto di vista economico. La previsione di una remunerazione forfettaria pari al 95% di un dodicesimo del budget assegnato (…) finalizzato a consentire ai privati accreditati il mantenimento dei requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici (…) non trova riscontro in nessuna previsione legislativa né si mostra in linea con la reale disponibilità manifestata da ciascun operatore». Inoltre «il rimborso non è ancorato né al sostenimento di maggiori costi per l’allestimento di reparti, né tantomeno alla copertura di altri costi per la gestione dell’emergenza, bensì alla mera disponibilità manifestata e ad un mero mantenimento dei livelli organizzativi». Oltre a questo, le sue modalità di calcolo «produrrebbero l’effetto di avvantaggiare i privati accreditati più grandi a danno dei più piccoli senza considerare il reale apporto degli stessi». E in ultimo «non sono previsti controlli e il sistema di rendicontazione non è agganciato ad alcuna impostazione analitica».

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)