«Al Da Procida condizioni apocalittiche»

Lettera del segretario della Cisl Fp alla direzione del Ruggi

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Criticità all’ospedale Da Procida. Le denuncia Pietro Antonacchio, segretario generale della Cisl Fp. Il sindacalista ha scritto una lettera alla direzione generale dell’Azienda ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. «Non è possibile – si legge – lavorare in condizioni disarmanti ed apocalittiche per gli operatori sanitari chiamati in questa emergenza che giovani, e forse al loro primo lavoro, con coraggio si sono infilati in questa mischia infetta, non ignari del pericolo che corrono ma certamente inconsapevoli dell’approssimazione organizzativa in cui si sono lanciati». Secondo Antonacchio, il problema principale è che non ci sono condizioni di sicurezza lavorativa, sebbene si tratti di un centro Covid e che quindi dovrebbe garantire la massima efficienza. «Non è possibile – spiega – che infermieri e operatori socio sanitari hanno in dotazione dispositivi di protezione di pessima qualità, non a norma, ci riferiamo a camici e tute di materiale inefficace a prevenire il rischio biologico, comportando un alto rischio di contagio per i lavoratori» e che debbano lavorare all’interno di «una struttura arrangiata nei lavori architettonici» in quanto ci sono «spogliatoi senza una zona filtro, stanze di degenza senza anticamera, mancanza di un percorso pulito/sporco, di efficienti sistemi di interfoni e diffusione sonora per comunicare con l’esterno dei locali, ambienti a pressione negativa per impedire la dispersone nei reparti limitrofi di eventuali agenti patogeni, scarso approviggionamento di materiale disinfettante».
A tutti questi elementi si aggiunge, a dire di Antonacchio, una scarsa preparazione del personale che non è stato formato per questo particolare compito. Il sindacalista chiede, quindi, alla direzione che si prendano al più presto dei provvedimenti «altrimenti – conclude nella lettera – saremo costretti a denunciare tutto agli organi ispettivi a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori tutti, anche alla luce del fatto che il protocollo per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori della sanità, dei servizi socio sanitari e socio assistenziali in ordine all’emergenza sanitaria da Covid 19 sottoscritto in data 24 marzo auspica e prevede il confronto preventivo con le rappresentanze sindacali aziendali e gli Rls. Su tali aspetti, se qualora non attivati, non faremo deroghe a nessuno, consapevoli che forse mai legalmente nessuno ne sarà responsabile, ma certamente tutti moralmente ne siamo coinvolti».
Bilancio della giornata. Oltre ai problemi affrontati dai medici, la giornata è segnata anche dall’aggiornamento sui nuovi casi di positività nel Salernitano. C’è da segnalare che continuano a calare i casi. Poco meno di una decina quelli registrati nella giornata di ieri. Un dato da sottolineare, quello relativo a Salerno città, nella seduta serale di analisi dei tamponi al Ruggi di venerdì, sono risultati positive ben quattro persone. Altre due a Pagani e a Nocera Inferiore, un caso a Ispani. Nella seduta mattutina è emerso un solo caso presso il comune di San Valentino Torio. Il sindaco di Tramonti ha, invece, reso noto che ci sono altri due concittadini contagiati. Si tratta di persone appartenenti allo stesso nucleo familiare e già in isolamento. Si attende, invece, l’esito di altri cinque tamponi. È in attesa dell’esito dei tamponi anche il sindaco di Mercato San Severino Antonio Somma. «Cari concittadini – ha scritto sulla sua pagina Facebook – ho da poco ricevuto dal direttore del presidio, i dati aggiornati delle verifiche che si stanno svolgendo sul personale sanitario dell’ospedale Fucito. Su 203 tamponi effettuati si è avuto l’esito per 167 tamponi di cui 4 sono risultati positivi (già comunicati nei giorni scorsi) e 163 negativi. Per 36 tamponi siamo ancora in attesa di esito».

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)