Al “Fucito” ci sarebbero 30 positivi ai test rapidi

Preoccupazione a Mercato San Severino e in tutta la Valle dell'Irno: circa trenta tra medici e infermieri sono in attesa degli esiti del tampone per la conferma della positività. La preoccupazione dei sindaci

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Sarebbero circa trenta i dipendenti dell’ospedale Fucito di Mercato San Severino risultati positivi ai test rapidi per verificare il contagio da Covid-19. Tra i trenta c’è personale medico e infermieristico che lavora presso la struttura di Curteri. Tutti sono stati allontanati dalla struttura e sono in attesa del tampone per avere la conferma definitiva della positività.
Alcuni dirigenti di reparto sarebbero pronti a inviare una lettera ai vertici del Ruggi di Salerno e all’Asl per chiedere disposizioni sulla gestione dell’ospedale di Mercato San Severino. Il timore è legato alla diffusione del contagio.
Apprensione anche per il primo cittadino di Mercato San Severino, Antonio Somma, che assieme ad altri 5 sindaci della Valle dell’Irno, ha inviato al commissario del Ruggi e al direttore del Fucito una lettera in cui chiede l’adozione di misure sanitarie per Covid-19 al Fucito di Mercato San Severino.
«Desta forte preoccupazione nella Valle dell’Irno – si legge nel documento che Somma ha firmato assieme al sindaco di Bracigliano, Calvanico, Baronissi, Siano e Fisciano – e delle aree limitrofe l’esito del tampone effettuato su un’operatrice sanitaria del Pronto Soccorso del locale Ospedale “G. Fucito”, che è risultata positiva al Covid-19; in più, visto che sono in corso i test di sieroprevalenza su tutto il personale sanitario del presidio ospedaliero “Fucito”, al fine di salvaguardare al massimo la salute dei cittadini che si recano presso il detto Pronto Soccorso, nonché quella dei medici, degli operatori sanitari e di tutto il personale che continua a lavorarci, chiediamo alle autorità preposte di conoscere i provvedimenti e le procedure sanitarie adottate in loco che possano scongiurare il rischio di possibile estensione del contagio ad altri pazienti o ad altro personale e possano garantire alla struttura sanitaria il pieno svolgimento e la continuità di tutte le attività mediche e ospedaliere oltremodo necessarie in questo periodo di gravissima emergenza sanitaria».

 

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