Al Pan i vincitori del Premio letterario Trivio

Riconoscimenti alla carriera al poeta Carmine Lubrano e allo scrittore Felice Piemontese. Ex aequo per la poesia a Maria Grazia Calandone e Sara Ventroni, vincitore per la prosa Ezio Sinigaglia

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Nella Sala Di Stefano, affollatissima, al terzo piano del PAN-Palazzo delle Arti di Napoli, si è svolta, ieri, 19 gennaio, la cerimonia di chiusura del Premio letterario Trivio, che trova ispirazione e titolo dalla omonima rivista di prosa, poesia e critica, semestrale delle edizioni oèdipus.

Il poeta e artista visivo Carmine Lubrano

Dopo i saluti dell’Assessore alla cultura del Comune di Napoli, Nino Daniele, da sempre attento al proporsi di forme di cultura concrete e indipendenti, ed una breve prolusione del presidente della giuria, l’italianista Antonio Pietropaoli, la manifestazione è entrata nel vivo, con il riconoscimento alla carriera del poeta e artista visivo Carmine Lubrano e del giornalista, saggista e scrittore Felice Piemontese. Le motivazioni sottolineano lo spessore culturale e l’originale valore delle loro opere: proprietà, queste, che hanno promosso due autori napoletani doc a ruoli di assoluto rilevo e prestigio nazionale. A Lubrano e Piemontese sono state consegnate dall’editore Francesco G. Forte due opere, prove d’ artista di Giosetta Fioroni e dell’illustratore Pino Procopio. Ad una lettura sulfurea e scoppiettante di alcuni suoi versi da parte di Lubrano è seguito un omaggio della scrittrice pluricandidata al premio Strega Wanda Marasco, membro della Giuria, all’amico Piemontese, con la lettura di brani da Il lavoro rende liberi (Stampa Alternativa 2018).

La poetessa Maria Grazia Calandrone

Il premio di euro 2500,00 per la poesia edita è stato suddiviso tra le due vincitrice ex-aequo, Sara Ventroni e Maria Grazia Calandrone. Per la prima, autrice de La sommersione (Nino Aragno editore, 2016), le motivazioni della giuria, lette da Ferdinando Tricarico, ci dicono che, tra gli altri meriti, il libro « va oltre la pura descrizione della dissoluzione oggidiana, spingendosi verso l’apocalisse, intesa come fine del mondo conosciuto ed inizio di una possibile nuova storia. Un requiem liquido, militante e lucido (…)». A sua volta, il motore de Il Bene morale di Maria Grazia Calandrone (Crocetti 2017), libro di grande complessità tematica e formale, risiede in un sentimento di “compassione”, intesa come cura, sensibilità, speculazione emotiva e intellettiva verso la vita.

Lo scrittore Ezio Sinigaglia

Vincitore assoluto per la prosa edita è risultato Ezio Sinigaglia con il romanzo Eclissi (Nutrimenti 2016): tocca le corde più profonde ed ancestrali dell’umano questa storia di un settantenne che nel contatto con la natura più estrema ricerca una verità nascosta e che in attesa dell’eclissi solare vista da una nordica isola sperduta sviluppa una riflessione esistenziale totale.
Il premio per la poesia inedita – che consiste nella pubblicazione dell’opera da parte dell’editore oèdipus – è andato ad Eterotopie di Angelo Calvisi, che raccontano con lieve ironia (dalle motivazioni lette dalla giurata Alessandra Ottieri) «il desiderio dell’autore di recuperare – in uno spazio e in un tempo “altri” – i frammenti sparsi di un io scisso, disseminato, che ambisce a ritrovare la propria unità attraverso l’esercizio, non facile, della memoria».
La serata si è conclusa con le intense letture di versi e passi narrativi degli autori premiati e dei finalisti presenti – per la poesia, Carnaroli e Simonelli; per la prosa, Concetta d’Angeli ed Enrico Brambilla; per la poesia inedita, Enzo Campi).

In copertina, la poetessa Sara Ventroni