Al Ruggi i primi pancreas artificiali ibridi

Presso l'ospedale di Salerno a dodici pazienti diabetici adulti, trattati con insulina, sono stati applicati i primi dispositivi definiti “pancreas artificiali ibridi”, costituiti da più sistemi che sono in grado di “mimare” la funzione di regolazione dei livelli glicemici così come svolta da un pancreas sano.

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Si semplifica la vita per i pazienti diabetici in cura al San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. Presso la Clinica di Endocrinologia e Diabetologia, infatti, a dodici pazienti diabetici adulti, trattati con insulina (tra cui un paziente trapiantato renale) sono stati applicati i primi dispositivi definiti “pancreas artificiali ibridi”, costituiti da più sistemi che, interagendo tra loro, sono in grado di “mimare” la funzione di regolazione dei livelli glicemici così come svolta da un pancreas sano.
In particolare, il device è composto da un sensore per il monitoraggio in continuo della glicemia, una pompa per l’infusione sottocutanea di insulina ed un algoritmo matematico che connette il sensore e la pompa. In questo modo il sistema è in grado di dosare automaticamente la somministrazione di insulina riducendo i valori elevati di glicemia e minimizzando il rischio di ipoglicemia. Il sistema ibrido installato sui pazienti, è in grado di modulare in maniera automatica il rilascio di insulina nel periodo interprandiale e notturno sulla base dei livelli glicemici mentre è ancora necessario l’intervento del paziente per stabilire la dose di insulina necessaria ai pasti calcolata in base ai carboidrati assunti.
«Il “pancreas ibrido” – fanno sapere dall’azienda ospedaliera – è una di quelle importanti innovazioni che rispondono alle esigenze delle persone con diabete attraverso un sistema pratico e personalizzato per facilitare la gestione quotidiana, limitare il carico psicologico correlato alla patologia e rendere, di conseguenza, il rapporto con la malattia molto più sereno».
«La capacità di stabilizzare automaticamente i livelli di glucosio contribuisce a migliorare il Time in Range, ovvero la percentuale di tempo che le persone trascorrono in un intervallo glicemico ottimale predefinito pari a 70-180 mg/dl – spiega il dottor Mario Carrano, diabetologo afferente alla clinica endocrinologica e diabetologica della AOU San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno – Questa tecnologia ha un impatto significativo sulla vita delle persone con diabete sia dal punto di vista della qualità clinica che della qualità della vita. E’ importante poter offrire ai pazienti afferenti al nostro Centro questa terapia rivoluzionaria che consente il livello più avanzato di automazione ad oggi disponibile e fornisce un sollievo dalla gestione del diabete. Nella nostra esperienza ambulatoriale sui pazienti in cui è stata applicata tale tecnologia abbiamo raggiunto più dell’80% del tempo con livelli di glicemia nel range della normalità dato in linea con la letteratura internazionale, risultato che nel lungo termine impatta in modo rilevante sulla riduzione dei rischi di complicanze, legate al diabete, sia acute che croniche, obiettivo imprescindibile e fondamentale per la gestione di questi pazienti».