«Allarmismo elettorale, lo Sceriffo un mito sul nulla»

Il virologo Tarro: «In Campania il Covid non circola, al massimo lo portano da fuori. Nessuno prolunga l’emergenza come l’Italia: basi politiche, non di scienza»

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Esorcizza l’allarmismo Covid, e ci scorge un’ombra elettorale, pompata dal “partito della paura”. Una cosa è certa: la versione di Tarro, osannata o criticata, è sempre sul pezzo. «Ci sono stati sicuramente dei nuovi casi – premette il celebre virologo – ma tutti vengono dalle frontiere. Sia in maniera regolare, che per gli immigrati. Poi per il resto ci sono stati anche nostri commercianti che sono andati e venuti da zone in cui l’epidemia è in corso. Tutto questo allarmismo è solo per giustificare certe scelte che già hanno preso».
Quali scelte?
Come quella di prolungare questa fase di emergenza fino a ottobre, senza una motivazione. Perché è l’unica nazione in Europa che ha fatto questa scelta. Poi si sono aggiunte queste altre cose che riguardano in particolare le discoteche.
Come vede la questione discoteche, professore?
Le discoteche, se non c’è chi porta il virus, come fanno a essere un centro di distribuzione del contagio? Anche questo è un aspetto molto particolare. Se poi dobbiamo pensare, in previsione, che ci sono la riapertura delle scuole, le elezioni allora non so fino a che punto ci troviamo di fronte ad una scelta motivata. Sicuramente non su base scientifica.
Ma quindi lei crede che il ritorno dell’allarmismo sia legato anche alla campagna elettorale per le regionali?
Perfetto.
In che senso?
Oramai c’è una confusione tra epidemia e politica che è indescrivibile. Si svolge tutta una situazione di conflitti o almeno vantaggi a fini elettorali.
Anche in Campania lei trova che ci sia un allarmismo legato alla campagna elettorale?
Se noi pensiamo che in Campania c’è stata la possibilità di fare allarmismo dove non c’era motivo di farne, e nonostante questo lo si è fatto, io chiedo: si è fatto per che cosa?
Per che cosa?
Perché qualcuno è venuto fuori come “sceriffo”, si è trovato in una situazione chiaramente ambientale così fortunata, in cui non c’è stato nessun segno concreto.
Allude a De Luca. Ma perché non ci sono segni concreti?
L’esempio sono i festeggiamenti per la vittoria in Coppa Italia del Napoli. Se il virus non c’è, ovviamente nessuno si contagia.
Mi pare di capire, insomma, che lei non avrebbe chiuso le discoteche.
No assolutamente. I giovani devono fare il loro corso. Se non c’è chi porta il virus in discoteca, non c’è motivo di contagio. Ma così lo si può portare in qualsiasi parte, con questo ragionamento.
Senta, se ne parla da tantissimo tempo: la seconda ondata del Covid c’è già, ci sarà più avanti, o cos’altro?
La seconda ondata assolutamente come logica – e la stessa Oms ha detto che siamo in una epidemia globale, quindi c’è una grossa curva epidemica per tutto il mondo – in ogni paese ha un inizio e avrà il suo picco verso la fine della curva. E questo riguarderà nel tempo chiaramente le diverse nazioni. Perché alla fine la stessa Oms ha detto che non c’è una stretta autunnale in questa epidemia. Ci sarà un’unica epidemia globale, una pandemia. Il problema però – e questa è la cosa principale a questo punto – è che se noi mettiamo tutto quello che riguarda la possibilità di imporre certe diagnosi, eventualmente la possibilità di fare un vaccino, sicuramente non per libera scelta, allora si può pensare di tutto e di più.
Ma in autunno dobbiamo aspettarci un aumento dei contagi, o è possibile che rimangano sui livelli attuali?
Mi ripeto: se ci fosse un’ondata autunnale, sarebbe un’ondata provocata da considerazioni politiche e non da aspetti scientifici.
Guardi, lei segue con grande attenzione il dibattito, e c’è grande preoccupazione per il ritorno a scuola, dopo mesi di lezioni a distanza. I bambini potranno tornare in sicurezza nelle aule?
Diciamo che potrebbero farlo, ma uso il condizionale proprio per tutte le motivazioni che ci sono state fino ad adesso. Nel senso che, se si cominciano a fare tutti questi problemi adesso, è ovvio che la prima cosa che ci troviamo di fronte è la scuola. Poi ci sarà il referendum, le elezioni, tutte cose che, a questo punto, prenderanno un colorito politico. Non so a questo punto allora, sotto questo aspetto, di chi ci possiamo fidare, sul piano di una scelta democratica e non sul piano di una scelta di imposizione.
Professore, ricordo come lei abbia sempre rimarcato che i bambini fossero a bassissima soglia di rischio, in quest’epidemia da coronavirus.
I bambini, fortunatamente per loro, possono essere contagiati ma hanno un’infiammazione molto lieve. Sotto l’aspetto clinico non danno preoccupazioni. Però chiaramente anche loro sono un punto di passaggio del virus. Ma hanno una risposta diversa sul piano clinico.
Glielo chiedo perché, come sa, si parla molto dell’abbassamento dell’età media dei contagiati. E c’è il caso di una bambina di 5 anni finita in rianimazione a Padova.
Sì ma pare, da quanto leggevo, che non c’entri niente il Covid nel caso della bambina di Padova.
Le voglio giusto chiedere un’ultima cosa, toccando un tasto sensibile. In Campania il presidente della Regione, De Luca, ha annunciato una campagna di vaccinazione antinfluenzale obbligatoria. So però che lei è scettico sull’utilità.
Io non sono scettico, io sono addirittura contrario, sotto quest’aspetto. Perché il vaccino antinfluenzale, in un’epidemia da coronavirus, non può far altro che attivare il coronavirus stesso. Quindi sarebbe da incoscienti fare questa campagna di vaccinazioni.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)