Altri due positivi nel capoluogo

Si tratta di un medico del poliambulatorio di Pastena e di suo marito

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Dopo pochi giorni dal caso di Covid registrato all’interno del 118, si registrano nuovi positivi nella città capoluogo ed ancora una volta di tratta di personale sanitario. Ci sarebbero, infatti, due nuovi casi di cui uno è una dottoressa , E. D’A. le sue iniziali, dipendente presso il poliambulatorio Asl di Pastena, l’altro è il marito. I due vivono nella zona del Carmine, dove ieri mattina sono giunte le ambulanze per comunicare i dati del tampone. Subito è partito il protocollo per risalire alla catena dei contatti. Al momento sono già stati sottoposti a tampone tutti i familiari e i dipendenti del poliambulatorio. Questi ultimi sono risultati tutti negativi. Inoltre la struttura è già stata sanificata ed igienizzata per cui l’attività non ha subito alcun blocco.
Il virus dopo un periodo di silenzio torna, quindi, a fare prepotentemente rumore in città. Soltanto pochi giorni fa il caso del medico del 118 che ha portato al parziale blocco delle attività nel presidio di via Vernieri in quanto è stato necessario sottoporre a tampone tutti i medici e gli infermieri entrati in contatto con la donna. Tamponi che, fortunatamente, sono risultati, anche in questo caso, tutti negativi.
Ieri altri due infetti. Quanto sta accadendo in questi giorni segnala, ancora una volta, come la pandemia non sia terminata e non abbia lasciato i nostri territori.
L’unità di crisi della Regione Campania nella giornata di ieri ha comunicato, infatti, che in totale ci sono stati ben dieci nuovi positivi in tutta la Campania su 2.441 test effettuati. Sale così a 4mila 712 il numero totale dei positivi dall’inizio della pandemia. Di questi 4mila sono stati dichiarati guariti. Sempre dall’inizio della pandemia i deceduti sono 432, ieri però non c’è stato alcun decesso.
I numeri non sono certo quelli di marzo e di aprile, ma sono il segnale che la situazione va tenuta continuamente sotto controllo per evitare che possa esserci una nuova ondata che nessuno, dopo i mesi trascorsi in lockdown e il sacrificio che ne è conseguito in termini psichici ed economici, si augura.