I bambini vanno incoraggiati: infondere loro fiducia è il primo passo perché, da grandi, abbiano successo.
Ovviamente senza eccedere: la virtù è nel mezzo!
Il rischio altrimenti è che, sentendosi incoraggiati troppo, senza fondati motivi, i piccoli si illudano di saper fare tutto e poi, al primo ostacolo, “puff” … crollino!
Così io le mie figlie cerco di incoraggiarle, ma senza eccessi.
Paola mi fa vedere due vestiti delle Barbie “cuciti” a mano da lei e mi chiede: “Mamma, quale ti piace di più?”.
Io cerco di evitare risposte nette, del tipo “Sono straordinari entrambi, sarai una stilista bravissima, che Miuccia Prada sarà ben contenta di essere nata 60 anni prima di te”. Oppure: “Mah, non saprei proprio” (con aria di disprezzo), come a dire “Ti sembrano abiti questi?”.
Non voglio che si esalti né che si deprima.
Preferisco darle una risposta più equilibrata e articolata, del tipo: “Paola, sei stata brava in entrambi, ma di quest’abito mi piacciono molto i colori: hai scelto proprio una bella stoffa! La cintura, però, non regge benissimo; nel secondo outfit, invece, sul punto vita non ci sono problemi e il cappello è di alta moda, ma la gonna non ti sembra troppo lunga? Preferisco l’altro”.
La bambina mi ascolta, torna in camera e perfeziona il suo lavoro.
Chissà se da grande diventerà una stilista famosa…
Camilla viene sventolando due disegni.
“Mamma, mamma, quale ti piace di più?”.
E, similmente, le dico: “Cami, sei stata brava in entrambi: qui i colori sono più vivaci, luminosi! Nel secondo, però, sei stata più precisa nelle forme. Io preferisco questo colorato d’allegria, ma potresti anche provare a farne un terzo, con le linee di questo e i colori di quest’altro…”.
La bambina torna in camera, si siede alla scrivania e inizia a disegnare, alla ricerca del disegno perfetto.
Chissà se da grande diventerà una pittrice famosa …
Oggi eravamo tutti in camerata a giocare.
Sandra, all’improvviso, pone una domanda, dissimulando a malapena un’enorme soddisfazione.
Chissà di cosa va tanto fiera la mia bambina!
Insomma, già mi figuro Paola stilista e Camilla pittrice, chissà cosa mi chiederà di giudicare.
“Mamma, siccome io faccio sempre …” In quella pausa penso che spesso gioca a fare la dottoressa. Magari vorrà fare il medico … oppure l’astrofisica, come Margherita Hack! Ieri disegnava il sistema solare ed è stata anche brava … un medico, una scienziata…
Poi la pausa finisce e Sandra riprende, sempre più convinta e piena di sé: “Mamma, siccome io faccio tanti ruttini … quale vi è piaciuto di più?”.
Resto perplessa, poi – lo confesso – scoppio in una fragorosa risata.
Chissà se da grande leggerà il libro “Buone maniere”, che le ha regalato la nonna.
Io, invece, dovrò di certo rileggere le “Illusions perdues”…