Ancelotti e la squadra, la spaccatura è verticale

Il faccia a faccia a Castel Volturno ha solo contribuito a rendere ancora più caotica la situazione nello spogliatoio. Il tecnico sempre più isolato

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Continuano a susseguirsi voci in casa Napoli, che ieri dopo il faccia a faccia tra tecnico e squadra, si appresta a chiudersi nel ritiro di Castel Volturno per preparare al meglio la trasferta di sabato sul campo dell’Udinese. Ancelotti ha ammesso le sue colpe, ma ha anche richiamato tutti i calciatori ad una presa di coscienze di quelle che sono le loro responsabilità. Mai nessuno aveva visto il tecnico emiliano così arrabbiato, lui che ha sempre fatto della pacatezza una delle sue armi migliori. Ma adesso la situazione è degenerata, e c’è bisogno di un’inversione di tendenza per poter uscire da questa crisi che ormai dura da troppo tempo. Riposta la carota è tempo di prendere il bastone per modificare certi atteggiamenti. Tutti sono sotto esame, a cominciare proprio da Ancelotti che tra Udinese e Genk si gioca la panchina. Due gare per definire il futuro del tecnico azzurro, che sente sul collo il fiato di Rino Gattuso, suo ex calciatore al Milan, ed ora indiziato numero uno per sostituirlo in panchina. Gattuso, che è finito anche nel mirino della Fiorentina, con Commisso pronto a chiamarlo al posto di Montella in caso di una nuova sconfitta, vestirebbe sotto il Vesuvio i panni del traghettatore. Contratto di sei mesi, quindi fino al termine della stagione in corso, e poi la promessa di sedersi per ridiscutere eventualmente del futuro. Intanto trapelano voci di uno spogliatoio spaccato, con giocatori l’uno contro l’altro, ed altri elementi messi praticamente da parte dallo stesso tecnico. Stando a queste notizie la situazione sembra essere veramente tragica, con lo spogliatoio ormai una vera e propria polveriera, pronta ad esplodere definitivamente da un momento all’altro. Oltre a tutto questo c’è anche un mercato invernale ormai alle porte, con il Napoli che dovrà intervenire almeno in due ruoli chiave. Serve un centrocampista centrale, un regista che possa dettare i tempi di questa squadra che dopo la cessione di Jorginho al Chelsea e di Hamsik in Cina, non ha praticamente nessun elemento capace di poter ricoprire quel ruolo. Ancelotti ha provato con scarsi risultati, Fabian Ruiz, Zielinski, Elmas ed anche Allan, ma è bastata una partita per capire che nessuno di questi calciatori ha i tempi giusti per ricoprire un ruolo così delicato. La scelta di non puntare su Veretout a giugno, giocatore praticamente bloccato e poi lasciato andare alla Roma, è pesata tantissimo in questa prima parte della stagione. Oltre alla mediana anche la corsia sinistra in difesa presenta delle difficoltà. Con Ghoulam praticamente ospite fisso dell’infermeria azzurra, il Napoli si ritrova con il solo Mario Rui di ruolo. Il portoghese, però, non ha certo una tempra invidiabile e spesso accusa infortuni che lo tengono fuori dal gioco. Ancelotti ha dovuto ricorrere a qualche esperimento per sopperire a questa emergenza, snaturando anche alcuni elementi come Hysaj e Di Lorenzo, che nascono terzini destri, o Luperto che è un marcatore centrale. Con l’infortunio di Malcuit, poi, le scelte a destra si sono assottigliate, ed ora è necessario intervenire per completare nuovamente le coppie. L’obiettivo resta sempre Castagne dell’Atalanta, ma l’esterno belga difficilmente si muoverà da Bergamo prima della fine di questo campionato.