Angri, truffa e droga al cimitero: nei guai 18 persone

Coinvolti anche due dipendenti comunali, custodi del cimitero cittadino. Gli indagati concertavano la ricezione di dichiarazioni false di residenza delle persone decedute per corrispondere un ammontare inferiore a quanto previsto per la sepoltura e tumulazione del defunto

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Dichiarazioni di residenza false in cambio di sconti per sepolture e tumulazione dei defunti. Accadeva ad Angri, dove sono finiti nei guai anche i custodi del cimitero. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore, coinvolge 18 persone: tre sono accusate di spaccio e quindici di truffa, violazione di sepolcro, abuso d’ufficio e falsa ideologia commessa dal privato in atto pubblico. Nei confronti di queste persone sono state eseguite misure cautelari di divieto di dimora in provincia i Salerno e interdizione dai pubblici uffici.
Quello che è venuto fuori grazie agli inquirenti – che indagavano sulla morte di un 19enne angrese avvenuta lo scorso mese di febbraio – è un sistema di condotte illecite riguardanti la gestione dei servizi cimiteriali. In particolare, è emerso che due custodi del cimitero, dipendenti comunali, in virtù di un accordo con diversi familiari dei defunti, concertavano la ricezione di dichiarazioni false di residenza delle persone decedute per corrispondere un ammontare inferiore a quanto previsto per la sepoltura e tumulazione del defunto. Nel corso delle indagini, alcune aree del cimitero sono state sottoposte a sequestro preventivo di iniziativa a causa di gravi carenze e violazioni igienico-sanitarie e di sicurezza rilevate. Nell’ambito dell’operazione, agli indagati, sono state preventivamente sequestrate le somme di denaro profitto dei reati contestati in danno del Comune di Angri.