Antiossidanti, l’uso corretto

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Alimentazione scorretta, abuso di bevande alcoliche, assunzione cronica di farmaci, fumo di sigaretta, esercizio fisico inadeguato, inquinamento ambientale sono fattori che producono alterazioni del bilancio di vitamine e oligoelementi necessari per la salute delle nostre cellule ,tale sbilanciamento determina una sofferenza cellulare cronica definita come Stress Ossidativo.Studi biochimici e clinici internazionali ritengono lo Stress Ossidativo responsabile dell’invecchiamento precoce e di una serie lunghissima di malattie molto comuni che vanno dall’ipertensione arteriosa all’arteriosclerosi, dall’infarto all’ictus, dal Parkinson alla Demenza di Alzheimer, dalla colite alla pancreatite, dall’obesità al diabete, dalla bronchite cronica all’artrite reumatoide, dalla immunodeficienza acquisita a numerose forme di cancro .Tuttavia, al contrario di queste condizioni, quasi sempre identificabili con un corretto esame medico ed una serie di indagini ormai ben codificate, lo stress ossidativo è molto più subdolo, poiché non dà luogo a dei sintomi caratteristici, né ad un quadro clinico particolare, proprio perché le sue cause sono da ricercarsi in entità “invisibili”, quali, appunto i radicali liberi. Pertanto, al medico che non ne sospetti l’esistenza, lo stress ossidativo non fornisce alcun elemento tale da suggerire un approfondimento diagnostico, laddove l’esecuzione di semplici test di laboratorio consentirebbe un immediato inquadramento del problema, evitando al paziente una serie di conseguenze tali da comprometterne la durata o la qualità della vita già nel breve o medio termine. Attualmente l’assunzione di integratori ad azione antiossidante è nella maggior parte dei casi suggerita al soggetto potenzialmente a rischio di stress ossidativo da terapisti, farmacisti, allenatori sportivi ,a volte dal vicino di casa ;il paradosso sta nel fatto che, mentre è ormai acquisito che un farmaco ipocolesterolemizzante vada assunto solo dopo che un test abbia documentato un elevato livello ematico di colesterolo, oggi sempre più diffusa la tendenza ad assumere antiossidanti senza testarne la reale necessità ,con il rischio di sovraccumulo ed effetti tossici e collaterali. Solo un’adeguata valutazione clinico laboratoristica permette di prescrivere e monitorare la reale efficacia di formulazioni di antiossidanti ,in tal modo la stessa prescrizione di integratori potrà poggiarsi su basi più solide e uscire dalla fase empirica in cui spesso viene a trovarsi.