Appalti Covid e pagamenti, trema Soresa

L'ex parlamentare Taglialatela: «Il manager Postiglione avvertì sui rischi». Consegnato il sesto esposto alla procura di Napoli

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Appalti per l’emergenza Covid, arriva il sesto esposto alla procura di Napoli. A firmarlo è ancora l’ex parlamentare Marcello Taglialatela, allegando la relazione inviata il 23 aprile dal direttore amministrativo di Soresa, Gianluca Postiglione (nella foto), al presidente dell’organismo di vigilanza della società regionale, il generale dei carabinieri a riposo Franco Mottola. Taglialatela, presidente dell’associazione Campo Sud, acclude una serie di mail tra i dirigenti della centrale per gli acquisti della Regione.
L’esposto in Procura. L’esposto ruota intorno ad una questione interpretativa. In gioco c’è una legge, varata dal governo per l’emergenza. Lo scopo è favorire il reperimento dei beni necessari, in una fase in cui scarseggiano. «Il dr. Postiglione, – si legge nell’esposto-, richiamava l’attenzione circa la possibilità di utilizzare l’art. 34 del D.Lgs. N. 9 del 2 marzo 2020 (che consente pagamenti anticipati in deroga al D.Lgs. N.50/2016), per liquidare tutte le forniture connesse all’emergenza Covid 19. Tale norma, invece, così come chiarito dalla Circolare del Ministero della Salute N.4373 del 12 febbraio 2020, consente solo il pagamento dei dispositivi Dpi. A giudizio del dr. Postiglione, come indicato nella nota richiamata in premessa, la Giunta Regionale della Campania avrebbe erroneamente interpretato in maniera estensiva la norma citata, estendendo la possibilità di pagamento non solo ai Dpi ma genericamente a tutte le spese riferite all’emergenza Covid 19». Postiglione non menziona mai gli ospedali a blocchi, ma Taglialatela ne evoca il nodo, chiedendo ai magistrati di indagare. «Considerato che la So.Re.Sa., da informazioni dirette e pubblicate anche dalla stampa – scrive l’ex parlamentare del centrodestra-avrebbe già corrisposto l’intero ammontare degli importi relativi alle tre gare per la realizzazione degli Ospedali Covid di Napoli, di Caserta e di Salerno; che tali pagamenti sarebbero stati effettuati (…) anche in assenza dei collaudi delle opere di cui sopra (…); considerato che all’interno delle procedure amministrative di So.Re.Sa. e delle decisioni delle Unità di Crisi regionale si sarebbe rilevata la presenza estranea e abusiva del Sig. Luca Cascone, consigliere regionale della Campania, eletto nella lista De Luca Presidente, il quale ha giustificato attraverso interviste pubbliche la sua presenza presso gli uffici di So.Re.Sa. come attività di volontariato quale privato cittadino».
La relazione di Postiglione. Il 52enne commercialista Postiglione, ex consigliere di Salerno Mobilità, a fine del 2019 lascia l’incarico di direttore generale Soresa. Ma conserva quello di direttore amministrativo. In tale veste fa una premessa, nella relazione a Mottola. «Con particolare riferimento alle procedure connesse all’emergenza Covid 19 poste in essere da So.Re.Sa. Spa – scrive – lo scrivente non ha preso parte né ha avuto alcun ruolo sino alla data del 31 marzo u.s». Questo per un’aspettativa di 3 mesi, dal 18 febbraio, per motivi familiari. Il professionista riprende servizio il 31 marzo, e iniziano le perplessità sul quadro normativo dell’emergenza, e sul conseguente ruolo assegnato alla società regionale. In tale contesto il Decreto Presidenziale n. 46 di De Luca (10 marzo 2020) è ritenuto «il provvedimento di maggiore impatto sulla operatività» di Soresa. «Con riferimento ai pagamenti anticipati né la normativa nazionale (art. 34 DL 94/2009) né quella Regionale (DGR Regione Campania 46/2020) – avverte – chiariscono in maniera esaustiva e definitiva a quali forniture sia applicabile la disciplina di favore introdotta esponendo di fatto le Pa chiamate a dare esecuzione alle forniture a scelte complesse, in un mercato caratterizzato da regole di mercato alterate dalla pandemia, eccesso di domanda rispetto all’offerta». Un parere da cui traspare preoccupazione, perché al 31 marzo «la Task Force interna a So.Re.Sa. (…) aveva già contrattualizzato numerose forniture per un controvalore di 77 milioni, dei quali 4,8 già pagati». Nel preparare la relazione, il 20 aprile, il manager è più esplicito. I dubbi emergono da una mail inviata all’ufficio legale di Soresa, ora all’attenzione della procura. «La norma – sottolinea Postiglione – parrebbe riservare tale “favor” (i pagamenti anticipati, ndr) esclusivamente ai dispositivi di protezione individuale Dpi».
Postiglione diffida. Contattato dal Quotidiano del Sud, il manager si dichiara «totalmente estraneo alle vicende in questione», chiedendo «che il mio nome e la mia reputazione di manager» non «siano, anche lontanamente, ricondotte a tali vicende». Postiglione diffida, pertanto, dal nominarlo riservandosi «sin da ora ogni azione a tutela della mia immagine».

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)