Si chiamano Shade, Anastasio, Mahmud, Elodie, e poi Eleonora Gaggero, Evan Peters, Natalia Dyer, Charlie Eaton. E ancora Giacomo Ferrara, Arturo Muselli e Marco D’Amore, Stefano Accorsi, Elena Sofia Ricci e tra gli hollywoodiani Amber Heard. Sono i nomi che a cadenza giornaliera vengono rivelati degli ospiti del 49esimo festival di Giffoni che si terrà dal 19 al 27 luglio. Il festival si annuncia in continuità con il suo impegno “green”, ecologista intitolando l’edizione 2019 ”Aria” (lo scorso anno era “Acqua”), e nel solco della tradizione tutta campana, una gara soprattutto con Ischia, i film in gara saranno in ombra, fatta eccezione per MIB lo spinoff e le anteprime, mentre sotto i riflettori la ormai classica sfilata di ospiti riveriti da premi, che si confrontano con i giurati ed incontrano la stampa.

Giancarlo Giannini, ospite dell’edizione 2016 del Giffoni Film Festival

Una tradizione che stando agli ospiti finora conosciuti, e anche in virtù del ritorno dei concerti e delle proposte musicali, connota però il festival da qualche anno sempre più attento alle ultimissime tendenze giovanili. Anche grazie alle sempre più numerose Masterclass e alle attività fuori festival con le scuole nel corso dell’anno, Giffoni è sempre più un osservatorio sui miti e le mitologie che nascono dalla ibridazione dei linguaggi, televisivo, cinematografico e delle varie piattaforme online. Una connotazione che registra anche lo scollamento tra il tradizionale modo di intendere i festival del cinema, passerelle di star e film a ripetizione che propongono diverse e a volte sperimentali linguaggi per il grande schermo, e Giffoni che sempre di più si smarca dal festival per essere Experience. Qui, la maggior parte dei nomi in programma, chi è al di sopra dei trenta e ancora pensa agli imperituri miti alla Al Pacino e Maryl Streep, non li conosce o si stupisce. Quale cinefilo non storcerebbe la bocca di fronte alla premiazione di Natalia Dyer, Charlie Eaton ed Evan Peters, star delle serie Netflix Strange things? Ed è davvero condannabile il vizio tutto giffonese di mettere in ombra i film proposti ai giovani giurati a vantaggio degli ospiti? Stando all’entusiasmo trapelato qua e là tra i jurors la risposta è no. Gli ospiti più attesi, non sbucano da quello che una volta si chiamava “grande schermo”, Dyers e gli altri sono i personaggi dei nuovi melodrammi corali horror/ fantasy /fantascientifici delle programmazioni online.

Gli ospiti dell’edizione 2018 del Festival

I jurors non si sono costituiti in gruppi di visione per conoscere la filmografia di Accorsi o di Amber Heard (più conosciuta come ex di Jhonny Depp in verità), ma per condividere la grande abbuffata delle due serie di Strange things, per arrivare aggiornatissimi all’appuntamento con Dyer e Eaton. Molti aspettano di incontrare anche “Spadino”/ Giacomo Ferrara, che si è distinto nella serie Suburra (Netflix), o Arturo Muselli/Enzo “Sangue Blu”(HBO- SKY) che nella ultima stagione di Gomorra vuole emergere come nuovo capo. Lungo la scia delle produzioni internazionali, ideate e dirette da Stefano Sollima sulle mafie nostrane, ritroviamo a Giffoni anche Marco D’Amore, il mitico “Immortale” e scissionista delle prime due stagioni di Gomorra poi smarcato dal personaggio che lo ha reso popolare e passato dall’altra parte della barricata, anti camorra, oltre che alla regia e sceneggiatura. D’Amore, che morto L’Immortale scrive un film sul suo personaggio che sarà nei cinema nella prossima stagione, rappresenta bene il gioco di innesti e prestiti tra cinema e televisione.

Stefano Accorsi, tra gli ospiti della imminente nuova edizione del Festival che partirà a luglio

Un innesto, un ibrido da cui nasce la nuova frontiera del racconto popolare degli anni 2000: le serie televisive che assumono il grande respiro e la buona scrittura del cinema e lo diluiscono nello spazio e nel tempo delle puntate televisive. Gomorra, più che esaltare le virtù camorristiche è racconto ispirato al melodramma se non alla tragedia classica. Archiviata la polverosa antinomia Tv contro Cinema, attori di serie A (cinema) contro attori di serie B (televisione), Giffoni celebra così i nuovi miti degli anni 2000, costruiti dalle nuove potenti majors come Marvel o Disney, HBO e Netflix, le nuove superpotenze dello spettacolo e di una postmodernità che freneticamente fa e disfa i miti a ritmo di un click.