Assistenza negata, denunciata l’Asl

Secondo l’accusa la direzione non ha alcuna autonomia rispetto alla Regione

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Prestazioni e assistenza sanitaria negate in nome dell’emergenza Covid-19. I sindacati denunciano le gravi omissioni dell’Asl ipotizzando i reati di interruzione di pubblico servizio e di abuso d’ufficio.
Alla base della denuncia c’è la totale e indiscriminata sospensione, in nome del Covid, di tutte le attività ambulatoriali nei presidi ospedalieri del salernitano che, secondo le segreterie aziendali delle organizzazioni sindacali della Dirigenza medica veterinaria e sanitaria dell’Asl Salerno, consentono di ipotizzare l’interruzione di un servizio pubblico in danno dei cittadini che hanno diritto all’assistenza sanitaria obbligatoria e che, pure in tempi normali, sono penalizzati da interminabili liste di attesa e da un sistema sanitario al collasso.
La durissima denuncia delle sigle sindacali AAROI-EMAC, ANAAO-Assomed, CGIL FP, CIMO, Federazione CISL_Medici, FASSID, FESMED, FVM è stata inviata ieri alla direzione generale e alla direzione sanitaria dell’Asl Salerno. E nelle prossime ore potrebbe arrivare anche in Procura.
Il documento trasmesso ieri alla direzione dell’Asl è un duro atto d’accusa ma anche una sintesi di tutte le criticità riscontrate sul territorio dai pazienti, oramai abbandonati a se stessi a causa dell’emergenza sanitaria in corso. Un quadro a tinte fosche che fotografa la situazione del sistema sanitario salernitano oggi e che lascia spazio a pochi dubbi.
Le accuse. La continuità del servizio di assistenza sanitaria non può essere interrotta indiscriminatamente – dicono i sindacati; tutt’al più dovrebbe essere riprogrammata. Anche perché la seconda ondata di Covid-19 non è una «improvvisa emergenza sanitaria»: «la riprogrammazione andava e doveva essere fatta già dopo la prima emergenza di marzo-maggio 2020».
La situazione appare ancora più drammatica perché l’interruzione indiscriminata dei servizi in nome dell’emergenza Covid-19 determina «una ripercussione a discapito dei pazienti che dovranno essere solo assistiti successivamente in emergenza e in modo non programmato». È per questo che le sigle sindacali ritengono che sia stato violato «il diritto alla salute dei cittadini».
«Coloro che hanno determinato incautamente la sospensione generalizzata del servizio pubblico – scrivono le sigle sindacali – in particolare per le attività riprogrammate in altre strutture territoriali, possono rispondere, a nostro avviso, di abuso d’ufficio e di interruzione di pubblico servizio».
L’autonomia della direzione aziendale. Alla base di tutto il discorso c’è anche l’autonomia della direzione aziendale che agisce come diretta conseguenza di disposizioni regionali. Ma – precisano i sindacati – «l’autonomia aziendale dell’Asl Salerno imponeva, e impone, alla Direzione Aziendale, di valutare opportune alternative per garantire la continuità operativa e per soddisfare il bisogno di prestazioni della popolazione già avversata quotidianamente dalle lunghe liste di attesa»
Secondo i sindacati, quanto avvenuto non può essere considerata come una semplice osservanza di disposizioni regionali in quanto non si è provveduto «a creare percorsi alternativi, almeno per tutti quei servizi/prestazioni che non possono essere espletati dai poliambulatori distrettuali».
Le strutture al collasso. I sindacati denunciano anche di aver più volte richiamato l’attenzione della direzione generale e della direzione sanitaria dell’Asl sulla «drammatica situazione che i cittadini sono costretti a subire: continuano a chiedere prestazioni alle strutture emergenziali, affollandole, ad esempio i pronto soccorso e i 118» suggerendo «soluzioni praticabili come quelle di aprire gli ambulatori utilizzabili 24 ore su 24, festivi compresi». Come se non bastasse – denunciano ancora i sindacati – «molti pazienti sia Covid che non Covid, non trovando adeguata assistenza in Campania, si recano fuori regione per essere adeguatamente curati».
I servizi sospesi. Da quasi un mese resta sospesa nel Salernitano anche l’erogazione delle prestazioni specialistiche non urgenti presso i presidi ospedalieri aziendali. L’Asl ha recepito una nota dell’Unità di crisi della Regione Campania e ha disposto la sospensione delle prestazioni specialistiche non urgenti. E a far data da fine ottobre sono state sospese le attività ambulatoriali programmate presso i distretti sanitari n.62 Sarno/Pagani, n.63 Cava/Costa d’Amalfi e n.65 Battipaglia. La sospensione delle attività al Distretto di Sarno è motivata da problemi logistici connessi all’allocazione dei poliambulatori (si trovano all’interno dell’ospedale Martiri del Villa Malta di Sarno). I distretti di Cava e Battipaglia garantiscono solo prestazioni indifferibili e urgenti.

(Dal Quotidiano del Sud – l’Altravoce della tua Città in edicola oggi)