Associazioni e intellettuali ridisegnano il futuro di Salerno

Figli delle Chiancarelle ed Italia Nostra organizzano un ciclo di incontri presso l'Archivio di Stato

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I promotori di "Cosa ci resta?"

Un confronto di idee a tutto campo sul futuro di Salerno e della sua provincia, mettendo al centro temi come lo sviluppo urbanistico, la risorsa mare, l’identità stessa del capoluogo. Questo l’obiettivo di Italia Nostra, Figli delle Chiancarelle e Forum della Cultura, le associazioni che – in collaborazione con singoli ed altri gruppi – hanno dato vita a “Cosa ci resta?”, un ciclo di incontri che sarà ospitato a partire dal prossimo 15 gennaio alle 18,30 presso l’Archivio di Stato di piazza Conforti. Una riflessione collettiva, nelle intenzioni dei promotori, che, come indica chiaramente il titolo, intende tracciare un bilancio della lunga esperienza amministrativa, ma anche sociale e culturale, guidata o ispirata da Vincenzo De Luca per guardare al futuro della città.

L’INTERVISTA A RAFFAELLA DI LEO E MIMMO FLORIO

Un bilancio che, evidentemente, per i promotori dell’iniziativa presenta più ombre che luci. “Potremmo dire – chiosa Mimmo Florio, tra gli animatori dei Figli delle Chiancarelle – che dopo venticinque anni restano le macerie, o poco più. Noi vogliamo dare un’idea diversa di crescita per Salerno e la sua provincia rispetto a quella degli ultimi anni”. Soprattutto si punta ad un dialogo inclusivo. “Abbiamo selezionato i temi su cui ci è parso più urgente sviluppare una riflessione – dice Raffaella Di Leo, presidente di Italia Nostra -, ma la nostra è una proposta aperta al contributo di altre realtà. Noi vogliamo mettere insieme esperienze e sensibilità diverse in uno sforzo comune”. Lo sforzo è quello di coinvolgere anche le altre realtà territoriali, soprattutto in considerazione del fatto che fin troppo spesso le scelte del capoluogo finiscono per condizionare, e non poco, quelle dei comuni limitrofi. Da sottolineare il contributo dell’Università nell’organizzazione dei sette incontri che ad oggi compongono il calendario di “Cosa ci resta?”. “Quella dell’Università – sottolinea Luciana Mauro – è davvero una bella sorpresa, un modo per riallacciare un rapporto con la città con cui l’Ateneoè stato spesso scollegato in questi anni”.

I temi proposti nel ciclo di incontri presso l’Archivio di Stato spaziano, come accennato, dal recupero dell’identità profonda del territorio alla richiesta di giustizia non sempre esaudita, dalle prospettive di sviluppo economico attraverso lo sfruttamento intelligente della risorsa mare al ruolo svolto dall’informazione negli ultime venti anni. Senza dimenticare la crisi di rappresentanza politica che nel Salernitano come nel resto del Paese si è fatta sentire con forza. Insomma, quella che sarà sviluppata nelle prossime settimane è una vera e propria piattaforma programmatica per Salerno e la sua provincia. Le elezioni comunali, del resto, non sono poi così lontane.

Il ciclo di incontri si aprirà il 15 gennaio con Cultura e Identità rubata cui parteciperanno l’assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nino Daniele, lo storico Aurelio Musi e i professori Peppino Cacciatore, Alfonso Conte, Vincenzo Esposito, Nunziante Mastrolia. Intenso il programma di febbraio dove il tema delicato e suggestivo dell’Intimità verrà affrontato nell’evento del 14 nel quale Pino Cantillo incontra il filosofo Aldo Masullo mentre il 18 si discute di Ambiente e Paesaggio violato con lo storico dell’arte Tomaso Montanari, la professoressa Giorgia Iovino, l’architetto Alessandro Visalli, Lorenzo Forte dell’associazione Salute e vita, l’architetto Fausto Martino, già sovrintendente a Cagliari; il 28 al centro della discussione saranno Il Porto e il mare con la partecipazione di storici e studiosi delle acque e dell’ambiente marino, i professori Biagio Di Salvia e Vincenzo Naddeo, il geologo Alberto Alfinito, Dario Pezzini della Società Nazionale di Salvamento, Alfonso Amoroso del Sindacato balneari e Giancarlo Chiavazzo di Legambiente, moderati da Federico Marra. Le questioni più direttamente politiche verranno affrontate tra marzo e aprile, quali la Crisi della democrazia e della rappresentanza il 18 marzo, dove interverrà il professore Geminello Preterossi, autore del volume “Ciò che resta della democrazia”; all’incontro, introdotto e moderato dal professore Giso Amendola, parteciperanno i consiglieri comunali di opposizione, Gianpaolo Lambiase, Dante Santoro, Roberto Celano, Antonio Cammarota; il giornalista Bruno Gravagnuolo, il ricercatore Marco Giannatiempo; il 4 aprile si discuterà del difficile nodo Legalità-Giustizia con la presenza di Isaia Sales e  il magistrato Aldo De Chiara, il professore  Marcello Ravveduto e gli avvocati Oreste Agosto e Arnaldo Miglino; l’iniziativa si chiude il 3 maggio con la seconda edizione di Informazione e politica con i giornalisti Marco De Marco, Antonello Caporale, Gabriele Bojano, Vincenzo Iurillo,  Gaetano Amatruda, moderatore Mimmo Donadio Florio.