Assoluzione di Coscioni, la Procura non ci sta

L'organo inquirente di primo grado ricorre in appello contro la sentenza che ha stabilito la non colpevolezza del consulente di De Luca sulla vicenda delle presunte pressioni esercitate su tre primari per costringerli a dimettersi

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Coscioni con il presidente della Regione De Luca

Assoluzione di Enrico Coscioni, la procura di Napoli impugna la sentenza. Sarà ancora sotto processo, quindi, il consigliere per la sanità del governatore De Luca. In primo grado, Coscioni era stato assolto a dicembre dall’accusa di tentata concussione, perché «i fatti non sussistono». Rispondeva delle presunte pressioni a tre manager della sanità, per indurli a dimettersi, all’indomani dell’arrivo di De Luca a Palazzo Santa Lucia. Nelle motivazioni della sentenza, emessa dal collegio C della IV sezione penale del tribunale di Napoli, decisiva risulta la qualifica del primario di cardiochirurgia del Ruggi d’Aragona. In quanto consigliere personale del governatore, Coscioni non è un pubblico ufficiale, né è titolare di potestà amministrativa. E quindi, non gli si poteva contestare la concussione, reato ascrivibile solo a chi detiene pubblici poteri. Un’interpretazione non condivisa dal pm Giancarlo Novelli, che dichiara al Corriere del Mezzogiorno: «Il Tribunale mostra di aderire ad una concezione formalistica ed anacronistica della nozione di pubblico ufficiale, ampiamente smentita ormai da decenni dalla giurisprudenza». Annuncia ricorso in appello, per gli effetti civili, pure il manager Salvatore Panaro, l’unica delle tre parti offese costituita in primo grado. «Anche per il dottor Panaro – spiega il legale Fabio Carbonelli – anticipiamo che impugneremo la sentenza in punto di diritto, in quanto non condividiamo le argomentazioni».