Ateneo sparito, Sos degli studenti

L’università cancellata dall’agenda, allarmi inascoltati Link Fisciano: «La Dad? Internet una chimera per tanti»

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Nello scontro fra aperture e chiusure, domina il problema scuola. Scomparsa da ogni agenda, invece, l’università. Eppure il lockdown degli atenei è lì, e pesa come un macigno. «Il prolungarsi di tutto questo ci preoccupa – afferma Giuseppe Luisi, responsabile di Link Fisciano, sezione locale del Coordinamento Universitario nazionale -. Speriamo si trovino le modalità per garantire un rientro quantomeno in modalità mista, andare avanti così è difficile, ci sentiamo le vittime sacrificali di ogni problema». Ma il nodo non può liquidarsi in due battute. Non è casuale, nella tempesta Covid, la marginalità degli atenei. «Il dibattito sull’università è del tutto immobile – sostiene l’esponente studentesco-, anche perché se ne è parlato e si è agito poco negli anni, su temi come università pubblica e diritto allo studio». E per esemplificare: «Non è un caso che in un anno come questo, che doveva essere di forti agevolazioni e misure di contrasto alla crisi sociali, la Regione Campania non riesca a garantire la copertura totale delle borse di studio, creando un numero altissimo di idonei non beneficiari. Le borse non sono più ormai un misura per il diritto allo studio, ma solo misure assistenziali, ricevute peraltro in grande ritardo». E poi c’è la didattica a distanza: un ostacolo per tanti iscritti all’università di Salerno. «Un altro problema di cui non si parla – spiega Luisi – è la connettività: moltissimi vivono in luoghi dove internet non è garantito, e lo attestano i dati statistici sul gap nella digitalizzazione, e questo non permette di avere un uguale accesso alle lezioni online». Tutto questo porta alla stessa conclusione. «Noi – ribadisce Luisi – siamo molto allarmati, perché ancora una volta notiamo come il registro di priorità del governo nazionale, ma anche di molti governi regionali, veda gli studenti all’ultimo posto». In termini pratici: «Non è possibile che non ci sia stato per mesi un piano di messa in sicurezza quantomeno dei luoghi, ma anche di come a provare a mettere in atto la “fase mista” di cui si parlava a settembre, con un ritorno sia in presenza che online». Non dimentichiamolo, nella dimensione quasi atemporale della pandemia: «Si tratta di qualcosa che va avanti da dieci mesi, non si può fare l’università in questo modo». Gli studenti, però, non si limitano a protestare. «Abbiamo proposto una piattaforma su questi temi, che si chiama “A noi gli occhi” – aggiunge Luisi – in cui proviamo a convocare gli stati generali dell’Università, visto che è così difficile ottenere risposte. Abbiamo deciso di scrivere questo documento che ci interroga su tanti piani, dal benessere psicologico degli studenti al diritto allo studio». Per sostenere la piattaforma, si può scaricare il modulo dalla pagina Facebook di Link Fisciano. L’intenzione è di sottoporla all’Adisurc, ai rettori degli atenei e al governatore De Luca. Queste le richieste.
Borse di studio. Link chiede «che il sistema di Borse di Studio in capo ad Adisurc sia rifinanziato di modo da fare scomparire definitivamente la figura dell’idoneo non beneficiario, e analogamente che i futuri bandi di assegnazione siano rimodulati in modo da contemplare esclusivamente l’Isee corrente (l’indicatore per misurare la condizione economica delle famiglie, ndr), al netto dell’Ispe (indicatore per misurare la condizione patrimoniale dei nuclei, ndr), in modo da valutare precisamente la condizione economica, a differenza degli indicatori attualmente utilizzati che escludono tanti in condizioni economiche tutt’altro che facoltose».
Studenti fuorisede. Il Coordinamento universitario sottolinea: «Sono due anni ormai che l’Adisurc non rende pubblica la graduatoria per l’assegnazione degli alloggi alle residenze di Fisciano, Penta e Baronissi, sebbene avvenga per tutelare la privacy – ciò che sostiene l’azienda – sappiamo che gli stessi dati sono poi recepiti dai sistemi per l’assegnazione e l’accreditamento delle borse di studio». Altro «risultato di questo meccanismo poco trasparente» sarebbe «che non sono chiari i criteri con il quale le stanze vengono destinate allo studente in quanto, anche a causa della pandemia, essi non possono decidere di cambiare stanza o lotto». Tra le richieste: subito risorse un Fondo Affitti, «che aiuti a ridurre i costi diretti ed indiretti che sostengono lo studente».
Digital divide. Link ricorda: in Campania non ha accesso alla banda larga il 30% delle famiglie; il 57% non ha utilizzato internet. «Urge che la Regione – rivendica il documento – continui a finanziare politiche volte a colmare il divario digitale, che vadano ben oltre quanto stato timidamente fatto con il bonus una tantum della scorsa primavera. Una soluzione è stanziare risorse che vadano a sussidiare gli studenti nell’acquisto di device elettronici, nonché di sim/modem e accessori informatici. Necessario risulta un potenziamento strutturale della fibra in regione, anche nelle località più piccole e periferiche dove il tasso di copertura raggiunge livelli bassissimi».
Spazi. Il tema degli spazi, ovviamente, è cruciale. «Crediamo sia necessario riaprire spazi istituzionali con le dovute precauzioni – argomenta Link-.Chiediamo agli atenei di creare una rete sicura di tracciamento, utilizzando ad esempio un’app utile a tracciare i contatti e gli eventuali contagi, e dotarsi dei sistemi in uso da mesi in qualsiasi luogo privato aperto al pubblico. Aule per le lezioni non utilizzate, biblioteche e aule studio, all’interno delle quali ogni contatto verrebbe monitorato e tracciato, garantendo in completa sicurezza il diritto ad usufruire di un bene fondamentale per cui continuiamo a pagare, essenziale per sfuggire alla solitudine della Dad».
Tasse. Capitolo tasse. «Necessario iniziare una discussione – considerano gli studenti – verso la rimodulazione dei piani tasse vigenti negli atenei provando ad immaginare un sistema di contributi privo del criterio della fasciazione dei redditi. Negli anni abbiamo a più riprese, proposto un sistema di tassazione esattamente proporzionale al reddito, in modo di abbattere le grandi fasce di contribuzione, attuando così una reale distribuzione delle quote da versare sulla base delle possibilità economiche al netto del singolo Isee presentato».

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città in edicola oggi)