Attenti, mai antibiotici fai da te

I tradizionali farmaci a nostra disposizione, se assunti arbitrariamente, senza necessità e indicazione del medico, perdendo progressivamente la loro efficacia rispetto alle mutazioni delle cellule, rendono quasi inattaccabili i batteri, che imparano a difendersi dai medicinali che usiamo di consueto rendendo così malattie una volta facilmente curabili, incurabili e pericolose

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Finalmente si registra il calo: l’influenza stagionale è al colpo di coda. La curva dell’ultimo rapporto epidemiologico di Influnet, la rete di medici sentinella che registrano le sindromi influenzali in Italia, evidenzia la fase discendente, dopo il picco avutosi tra fine gennaio e metà febbraio. Solo in Campania, l’ultimo report del 27 febbraio registra 40.000 persone colpite in una settimana, in particolare bambini da 0 a 4 anni e anziani con più di 65 anni. L’influenza è una malattia respiratoria acuta causata da virus influenzali alla quale però possono aggiungersi delle complicazioni di tipo batterico. La più comune infezione a carico dell’apparato respiratorio è la bronchite, mentre per l’orecchio, l’otite e la sinusite che interessano soprattutto i bambini.

Se non necessari e se non prescritti dal medico, gli antibiotici possono essere nocivi e rendere aggressive anche malattie facili da curare

Questo genera confusione: l’errore più comune è ricorrere agli antibiotici per l’infondata convinzione che aiutino a guarire più velocemente o che la persistenza del malessere li necessiti. Gli antibiotici in realtà sconfiggono soltanto i batteri e non hanno assolutamente nessuna efficacia nei confronti dei virus responsabili delle influenze. Otite e tosse persistente possono avere origine virale, solo il medico curante potrà verificare la presenza eventuale di batteri e quindi prescrivere l’antibiotico. Il fai da te e spesso l’atteggiamento accondiscendente e cautelativo dei medici sono all’origine dell’abuso di antibiotico. Ma perché è così importante non assumerli quando non necessario? Semplicemente perché potrebbero rivelarsi inefficaci in casi di reale bisogno. I tradizionali farmaci a nostra disposizione, perdendo progressivamente la loro efficacia rispetto alle mutazioni delle cellule,  rendono quasi inattaccabili i batteri, che imparano a difendersi dai medicinali che usiamo di consueto rendendo così malattie una volta facilmente curabili, incurabili e pericolose. Migliaia i morti ogni anno. Si tratta di un problema di dimensioni rilevanti che va sotto il nome di antimicrobico resistenza. In un futuro non molto lontano potremo trovarci sprovvisti di farmaci in grado di sconfiggere malattie gravi e mortali.
L’abuso degli antibiotici si verifica anche nel settore degli animali da reddito, dove vengono addirittura somministrati in via preventiva per evitare il diffondersi di epidemie e i conseguenti danni economici. Gli allevamenti diventano così delle vere e proprie incubatrici di superbatteri resistentissimi. Per confinare il problema al settore animale si tende ad usare ceppi di antibiotici diversi da quelli preposti all’uso umano, ma non sempre è possibile e le conseguenze sono letali. È  inoltre da considerare la presenza di residui nelle carni che, nonostante un periodo di sospensione nella somministrazione prima della macellazione, non è escludibile. L’esposizione è da più fronti.

Occhio agli antibiotici fai da te

Ma il ruolo più importante nello sviluppo di questa emergenza sanitaria  è svolto dall’ambiente ospedaliero dove, nei reparti con persone a rischio, è mandatario il consumo sistematico di antibiotici. È qui che si sviluppano ceppi resistenti che si propagano attraverso procedure infermieristiche non sempre impeccabili, basti pensare al semplice lavaggio delle mani nel passaggio tra un paziente e l’altro o al sovraffollamento delle camere poco areate. L’Italia è molto indietro. Alla luce dell’emergenza, dopo 25 anni dallo sviluppo dell’ultimo antibiotico, anche le case farmaceutiche devono recuperare e investono nella ricerca di nuove molecole.  L’Istituto Superiore di Sanità attraverso tutti gli operatori sanitari si sta adoperando in una importante indagine, conclusasi il primo Marzo, che permetterà di avere una visione europea utile per lo sviluppo di strategie per meglio indirizzare il problema dell’antibiotico resistenza. Le parti coinvolte sono molte e la soluzione è di là da venire.
Possiamo iniziare ad agire nel quotidiano evitando abusi, soprattutto non utilizzando antibiotici in caso di influenza o allontanare la possibilità di contrarla  lavando le mani molto spesso, pratica addirittura più efficace del vaccino antinfluenzale, starnutire e tossire coprendosi col gomito e non con le mani, evitando l’aria satura dei luoghi chiusi preferendo gli ambienti aperti nonostante il freddo. Invertire la tendenza è fondamentale sia a livello comunitario sia a livello personale: informarsi e agire sfatando le nostre radicate convinzioni può fare una sostanziale differenza.