Atti antisindacali, l’Asl è diffidata: «Pronti a vie legali»

Iniziativa di 4 sindacati: 15 giorni di tempo per fornire gli elementi richiesti. Contrattazione integrativa. Mai trasmessi i dati sui fondi

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Presunto comportamento antisindacale, diffidata l’Asl Salerno. L’atto, notificato via pec, è firmato dai segretari aziendali di Cimo (Raffaele Guglielmi), AroiEmac (Vincenzo Stridacchio), Anaao Assomed (Antonio Mignone) e Cisl Medici (Alfonso Citarella). I sindacati contestano all’azienda sanitaria la mancata comunicazione, a termini di legge, dei dati sulle risorse per la contrattazione integrativa. Una condotta ritenuta violativa degli obblighi di trasparenza. Le organizzazioni sindacali, in assenza di risposte soddisfacenti, annunciano il ricorso alla magistratura.
La diffida. Nella diffida all’Asl, in persona del direttore generale Mario Iervolino, si ripercorre l’iter della vertenza. «Con una serie di note trasmesse via pec le Organizzazioni Sindacali indicate in epigrafe hanno richiesto all’Asl Salerno – si legge nell’atto di messa in mora – la trasmissione dei dati e degli elementi conoscitivi relativi ad atti deliberativi adottati per la mobilità tra le sedi di lavoro dell’Azienda, per la valutazione professionale e delle performance, per il conferimento, mutamento e revoca degli incarichi dirigenziali ed inerenti ad attività di interesse sindacale perché poste a tutela dei degli iscritti ed in generale del personale sanitario impiegato presso i vari presidi dell’Azienda». Si precisa, inoltre, «che, su ulteriore richiesta delle Organizzazioni Sindacali indicate in epigrafe, in data 24 giugno 2020, si è tenuta presso la sede dell’Asl in Salerno, una riunione tra la delegazione datoriale della Asl ed i soggetti sindacali dianzi indicati al fine di esaminare, in sede di contrattazione integrativa aziendale, criteri di ripartizione delle risorse disponibili per la contrattazione integrativa tra le diverse modalità di utilizzo dei fondi». Tali modalità sono relative agli articoli 94 (Fondo per la retribuzione per gli incarichi), 95 (Fondo per la retribuzione di risultato) e 96 (Fondo per la retribuzione delle condizioni di lavoro), delle previsioni negoziali, contenute nel contratto nazionale dell’Area Sanità 2016 – 2018. Proprio nella riunione del 24 giugno, i sindacati «hanno richiesto la trasmissione in dettaglio dei dati e degli elementi conoscitivi relativi alla ripartizione delle risorse disponibili per la contrattazione integrativa». In quella sede, secondo le organizzazioni dei lavoratori «la delegazione datoriale dell Asl si impegnava a far pervenire ai soggetti sindacali partecipanti i dati e gli elementi conoscitivi richiesti entro sette giorni e pertanto entro il 1 luglio 2020». Una scadenza trascorsa invano, per i segretari aziendali. «A tutt’oggi – scrivono le sigle sindacali – l’Asl Salerno ha disatteso l’obbligo di informazione assunto nella riunione del 24 giugno 2020». Qui scatta la reazione sindacale, sostanziata nella diffida. «Tale comportamento – affermano le sigle – è in palese violazione degli obblighi in materia di trasparenza previsti dalle vigenti disposizioni di legge e viola il diritto di informazione degli organismi sindacali contrattualmente previsto all art. 4 del Ccnl dell’Area della Sanità 2016 — 2018, impedendo ai medesimi di procedere ad una valutazione approfondita del potenziale impatto delle misure da assumere prima della loro definitiva adozione ed esprimere osservazioni e proposte».
In ragione di questo, i sindacati invitano l’Asl «a trasmettere in dettaglio i dati e gli elementi conoscitivi relativi alla ripartizione delle risorse disponibili per la contrattazione integrativa (…) entro e non oltre quindici giorni dalla notifica del presente atto, significando che, in mancanza e senza ulteriore avviso, tale illegittimo comportamento configurerà condotta antisindacale che sarà denunziata alla competente autorità Giudiziaria nei modi e termini di legge». Ora si aspetta la mossa del dg Iervolino.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)