Americo Montera (a destra) con il neo presidente Silverio Sica

Per la sua ostinazione a resistere a varie pronunce giurisprudenziali che lo mettevano irrimediabilmente fuori gioco, gli avvocati di Salerno sono andati a votare praticamente in canottiera, bermuda e infradito e con la borsa da mare nel bagagliaio: di ricorso in ricorso, e di rinvio in rinvio, da gennaio le elezioni per il Consiglio forense sono slittate al 20 luglio. Senza di lui, ovviamente, perché dura lex sed lex: Americo Montera, l’inossidabile, l’immarcescibile, l’intramontabile highlander del Foro salernitano, è stato costretto, suo malgrado, a fare un passo di lato, limitandosi a “ispirare” la lista che poi ha vinto le elezioni. Vinto e non stravinto, perché comunque una sparutissima pattuglia di consiglieri di opposizione (due) adesso c’è, e questo a suo modo è un evento storico per un Ordine che ha avuto, sotto l’Inossidabile, le stesse maggioranze che si formavano intorno ai leader dei partiti comunisti di Bulgaria, Romania, Germania Est, Cecoslovacchia e Ungheria prima della caduta del Muro di Berlino. Gli highlander alla Montera non sono fatti per starsene in panchina, che nel suo caso – considerata anche l’anagrafe – non ci sarebbe proprio niente di scandaloso se fosse quella dei giardinetti. Macché: la sua (si dà assolutamente per scontato alta, anzi altissima) concezione della funzione svolta per un imprecisato numero di anni non deve contemplare il concetto, l’idea di pensionamento. E così stamattina, alla prima riunione del nuovo consiglio, su proposta del testé neo eletto presidente, Silverio Sica (segretario Valerio Iorio, vicepresidente Cecchino Cacciatore, tesoriera Brunella De Maio), l’Inossidabile è stato elevato a maggioranza con tanto di votazione assolutamente irrituale (18 voti a favore, 2 contro), alla carica di Presidente Emerito. Formalmente inesistente come carica, essendo stata declinata finora nell’esclusiva dimensione del titolo onorifico. Convenzionalmente, si ascende a esso un attimo dopo essere cessati da Presidente effettivo. Ma è un atto di pura cortesia istituzionale che gli iscritti all’Ordine riservano all’uscente, che non impegna il Consiglio forense in carica. Nel caso dell’Inossidabile, invece, c’è stato un pronunciamento ufficiale dell’organismo, non si sa quanto legittimo dal punto di vista statutario e regolamentare (praticamente zero). Poco male, si dirà, nella città che ha istituito la figura del sindaco emerito. In ossequio a una concezione proprietaria del potere, trasmissibile per via ereditaria, familiare e amicale. Montera si è messo in questa scia, con il peso del suo passato, della sua esperienza, della sua capacità di manovra dentro e fuori il Foro. Un tempo arena di libertà e virtù democratiche e liberali, oggi  costretto a calare la testa di fronte alla trasformazione di un prestigioso Ordine Professionale in un grigio e malinconico Ordine Personale.