Bandi coop, Comune ko al Tar: torna la proroga

Ragioni di sicurezza e igiene: sospeso l’annullamento del servizio. Accolto il ricorso cautelare di Terza Dimensione: decisivo l’intervento di un comitato di quartiere

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Il comune di Salerno

Bandi comunali per le cooperative sociali, ribaltone al Tar Salerno: torna la proroga degli affidamenti. La seconda sezione del tribunale (presidente Nicola Durante) accoglie la richiesta di sospensiva, relativa alla determina di annullamento delle proroghe automatiche, su ricorso della società Terza Dimensione. Decisivo l’intervento in giudizio di un comitato di quartiere. Un assist per la coop ricorrente, paventando rischi per la sicurezza e l’igiene pubblica, con lo stop ai servizi di manutenzione. Ma anche un dietrofront del Tar, che aveva appena bocciato analogo ricorso. A cambiare le carte in tavola, i diversi presupposti del reclamo, basati sui rischi per la popolazione. A rappresentare tali ragioni due cittadini, esponenti di un’associazione civica: Ciro Balzano e Sabato Rinaldi. La nuova pronuncia cautelare, però, getta ancora nel caos la vicenda bandi. Un bubbone esploso con l’inchiesta della Procura, dove si ipotizza il reato di turbativa d’asta in concorso, a carico dei legali rappresentanti di otto coop. «Vista l’istanza di modifica del precedente decreto di rigetto di misure cautelari monocratiche proposta dal ricorrente – si legge nel decreto del Tar -(…) Ritenuto che le gravi carenze di sicurezza ed igieniche illustrate dal comitato di quartiere interventore ad adiuvandum costituiscono sopravvenienza idonea a concretizzare un caso di estrema gravità ed urgenza, tale da non consentire neppure la dilazione fino alla data della camera di consiglio (fatti salvi gli interventi nelle more adottandi da parte del Comune). Accoglie l’istanza di modifica del precedente decreto di rigetto di misure cautelari monocratiche proposta dal ricorrente e, per l’effetto, sospende gli effetti della determinazione dirigenziale n. 3376 del 20.07.2020, come da motivazione». Per la trattazione collegiale, camera di consiglio l’8 settembre prossimo.
La determina del Comune. La determina del Comune, sospesa in via cautelare dal Tar, revocava la proroga automatica del servizio. Proroga varata a marzo, tre mesi prima della bomba giudiziaria, nell’ipotesi di ritardi nelle procedure di gara. Il provvedimento porta la firma dal direttore del settore Ambiente-Igiene urbana, Luca Caselli. L’atto concerne l’affidamento della manutenzione ordinaria e conservativa del patrimonio cittadino, con estensione automatica fissata al 30 giugno. Le proroghe annullate, in autotutela, prevedevano vari step. Per la cura del patrimonio, estendevano i contratti «in essere con le Cooperative sociali San Matteo, Eolo, Lavoro Vero, il Leccio, Terza Dimensione (…) Alba Nova, 3 SSS e Terza Dimensione dal 01/04/2020 al 30/06/2020, (…)». Questo «fermo restando la possibilità di un ulteriore tempo nel caso in cui per cause non dipendenti dall’Amministrazione Comunale, non sia stato sufficiente terminare le procedure di gara (termini scaduti il 12 marzo, ndr) ovvero per cause derivanti dall’emergenza pandemica da Covid-19». E qualora entro il 30 giugno – come avvenuto – «non siano completate le procedure di gara per l’individuazione dei nuovi contraenti, il servizio si intenderà prorogato automaticamente». Il piano proroghe, però, è andato gambe all’aria. Il blitz della squadra mobile, negli uffici comunali, ha imposto il dietrofront. «Il Sig.Segretario Generale – a mezzo mail- del 24 giugno 2020 – spiegano le determine di Caselli – notiziava il Dirigente del Settore Ambiente e il rup, in ordine all’avvenuta notifica (…) di un verbale di perquisizione locale e informatica con conseguente sequestro della documentazione relativamente al bando (…) con invito alle valutazioni conseguenziali, in ordine alle ipotesi di reato contestate -in concorso -ai soggetti rappresentanti dei concorrenti individuati in atti come indagati». Esploso il bubbone, due relazioni dei Rup concludono: «Si procederà all’adozione del relativo provvedimento di decadenza dall’affidamento per le motivazioni in esso rappresentate, segnatamente l’incidenza e la rilevanza ai fini del giudizio di affidabilità della fattispecie di cui agli artt. 110 e 353 del c.p contestati dalla A.g.». Si parla, cioè, dell’accusa di turbativa d’asta.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)