Rapporto Bankitalia sulle economie regionali nel 2018, rallenta la Campania. Ed è di Camerota la miglior ripresa in provincia di Salerno. Per il porto di Salerno, inoltre, contrazione nella movimentazione di container. Nel territorio salernitano, però, cresce la percentuale di visitatori stranieri.

Crisi e ripresa: le cifre. Un capitolo è dedicato all’effetto della crisi e della ripresa sui livelli occupazionali, nei sistemi locali del lavoro (Sll). Nel primo caso, si considera la variazione cumulata dell’occupazione tra l’anno precedente a quello di inizio crisi e l’anno di fine crisi: l’avvio è per tutti nel 2008, escluso a Salerno, datato 2007. Nel secondo caso, c’è la variazione cumulata dell’occupazione tra l’anno successivo all’ultimo anno di crisi e il 2017. Nel sistema di Camerota (4 comuni) si registra la variazione maggiore per la ripresa (18,1), individuata nel 2009; A Nocera Inferiore (5 comuni) quella più bassa (1,3): una ripresa giunta solo nel 2016 (record negativo al pari di Positano). Salerno (17 comuni) – dove la ripresa è fissata al 2009 – è al 3,2. Crisi: Eboli (4 comuni) ha la variazione peggiore: -13,1; qui la ripresa (2008) è al 6,0. La variazione di crisi a Salerno segna un -4,6. Questo il quadro degli altri Sll, specificando che per Roccadaspide manca la variazione di crisi, siccome il sistema segnala occupazione crescente in tutti gli anni del periodo 2006-2017: Agropoli (crisi -2,8; ripresa 7,3); Amalfi (crisi -4,3; ripresa 9,6); Ascea (-4,3; 3,5); Battipaglia (-6,5; 3,7); Buccino (-3,5; 5,0); Capaccio (-5,3; 4,8); Castellabate (-3,5 6,2); Oliveto Citra (-4,5; 3,8); Padula (-4,2; 4,2); Pagani (-7,6; 2,5); Positano (-7,2; 2,2); Roccadaspide (-; 7,2); Sala Consilina (-6,5; 2,9); Sapri (-6,0; 1,6); Sarno (-4,8 4,0); Vallo Della Lucania (-4,3; 5,9).
Frena la ripresa in Campania. Nel 2018 rallenta l’economia in Campania. Il percorso di risalita, avviato nel 2014, subisce una frenata nell’ultimo trimestre dello scorso anno. Secondo il rapporto, al peggioramento non sono estranei tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, Brexit, fibrillazioni sul mercato dei titoli pubblici italiani. Il Pil aumenta dello 0,5%, in discesa rispetto al 2017 (+1,6%). Stessa sorte per l’export (da 5,0% a 2,1%). E anche l’occupazione (-0,6%) interrompe la fase espansiva partita nel 2015.
Economia marittima. Il 2018 non è un anno memorabile per il porto di Salerno, anzi tutt’altro. «La movimentazione di container nel complesso dei porti campani – scrive Bankitalia – è aumentata a un ritmo (5,8 per cento) quasi dimezzato rispetto a quello dell’anno precedente come risultato però di andamenti contrastanti nei due principali scali: in quello di Napoli l’incremento è stato consistente (14,4 per cento, dal 5,6), nel porto di Salerno invece si è registrata una contrazione (‑3,6 per cento)». Nello scalo salernitano, è positiva la variazione del traffico crocieristi (11,6) rispetto al catastrofico anno precedente (-41,1). Ma non si riacciuffano ancora i livelli del 2016: quell’anno le presenze erano 111mila, ora sono 73mila. Salgono ancora, invece, i passeggeri: da 681mila a 771mila.
Turisti stranieri. Crescono i turisti stranieri in provincia di Salerno. La quota, sul totale regionale, è del 22,1: era 21,1 nel 2017 e 18,7 nel 2016. A monopolizzare il settore, comunque, è sempre Napoli 73,7 (72,3 l’anno prima). Alle altre province restano le briciole: 4,2; un dato in caduta libera dal 2016 (10,3) e ulteriore decrescita dal 2017 (6,6).

Enti provinciali, i guai di Salerno. Salerno è in affanno, nei conti degli enti territoriali di area vasta in Campania. La Città metropolitana di Napoli e le Province di Benevento e Avellino, infatti, realizzano un avanzo di bilancio. Viceversa, Salerno risulta in disavanzo. Caserta invece è in dissesto. «Le Province campane che presentano una qualche forma di criticità – afferma il rapporto – sono quelle di Caserta e Salerno. La prima ha deliberato lo stato di dissesto nel dicembre 2015, la seconda è attualmente classificata come strutturalmente deficitaria e ha varato una procedura di pre‑dissesto nel 2017».