Bidelli con falsi diplomi: inchiesta anche in Veneto

La Procura di Treviso ha aperto un fascicolo su una ventina di casi sospetti: subito licenziate le persone finite sotto indagine

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È oramai destinato a scoppiare il caso dei diplomifici campani che avrebbero rilasciato attestati falsi a bidelli e personale Ata assunti al Nord. Tutto è partito da alcune segnalazioni di diplomi sospetti in Veneto, ma l’indagine si sta estendendo in Emilia Romagna e in tutta Italia. Solo in Veneto ci sarebbero almeno 500 casi sospetti, con segnalazioni inviate agli organi competenti.
Nel mirino, qualche tempo fa erano finiti una serie di istituti paritari della Campania, del Salernitano, in maniera particolare. Tra gli istituti paritari o presunti tali ci sono anche due scuole di Castel San Giorgio, da tempo nel mirino degli inquirenti per una inchiesta su falsi titoli di studio rilasciati da scuole definite “fantasma”: già nel 2015 una serie di circolari degli uffici scolastici regionali informavano le scuole che gli istituti “De Sanctis” e “Vantivelli” di Castel San Giorgio non erano mai stati paritari né iscritti nell’elenco regionale delle scuole non paritarie.
In provincia di Treviso gli istituti scolastici sono impegnati a censire tutti gli attestati considerati sospetti. Il Gazzettino, quotidiano veneto, dà notizia di una ventina di licenziamenti per bidelli e personale Ata, tutti provenienti dalla Campania, che sarebbero già stati comunicati in tutta la Marca e di altrettante segnalazioni alla Procura per falso materiale, falso ideologico e truffa ai danni dello Stato. Stando a quanto riportato dal quotidiano veneto, a spalleggiare certificati di diplomi falsi, o quantomeno sospetti, rilasciati da istituti paritari della Campania, ci sarebbero anche alcune oscure sigle sindacali.
I casi finiti sul tavolo della Procura in Veneto sono diversi: c’è quello di un certificato di diploma con data 9 settembre 2013 rilasciato da un istituto paritario che ha ottenuto la parità scolastica appena una settimana prima. Un chiaro vizio di forma: l’istituto avrebbe potuto organizzare esami di qualifica professionale solo a partire dall’anno scolastico 2013/2014. C’è poi chi non è riuscito a trovare il certificato originale, con la scuola paritaria che – su richiesta di documenti da parte degli istituti scolastici del Veneto – si è apprestata a fare appello alla privacy per non allegare gli atti degli esami con l’elenco degli alunni che lo avevano sostenuto. In tutto questo – dice Il Gazzettino – spunta anche una oscura sigla sindacale autonoma che chiede la convalida del diploma contestando anche l’avvio del procedimento a carico degli iscritti. E poi ci sono i sospetti: in un paritario nel solo 2013 ci sono stati 500 diplomati. Numeri che presuppongono l’esistenza di almeno 20 classi quinte per quell’anno scolastico.