Bilancio di fine anno, le amnesie di De Luca

Conferenza stampa alla Regione, secondo il governatore il 2019 è "un anno straordinario” per la Campania. Ma sorvola sui dati relativi a crescita zero, calo dell’occupazione e aspettativa di vita più bassa d’Italia

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«Un anno straordinario» per la Regione Campania. Un sempre schivo Vincenzo De Luca apre così la conferenza stampa di fine anno, per tracciare il bilancio 2019 di Palazzo Santa Lucia. Nell’ora di monologo mancano però alcuni dettagli. Elementi come la crescita zero nel 2018, certificata dal Rapporto Svimez. O il calo dell’1,8% nell’occupazione, comunicato dal Rapporto di Bankitalia sulle economie regionali. Un dato in controtendenza rispetto al resto d’Italia (+0,7) e al Mezzogiorno (+0,1). Numeri dietro cui emerge l’esodo dei giovani campani, in costante fuga per altri lidi. «Abbiamo raggiunto obiettivi nei servizi ai cittadini di altissimo livello» sentenzia il governatore, sventolando l’uscita dal commissariamento della sanità, dopo 12 anni. Un traguardo, tuttavia, che non sposta di un millimetro la realtà: la Campania resta ultima in Italia per aspettativa di vita (81,3 anni), come attesta pure Eurostat. E De Luca non tralascia il settore trasporti. Con malcelato orgoglio esibisce «il programma di acquisto di mezzi pù vasto d’Italia». Certo, non tutto fila liscio. «Registriamo in una parte dell’Eav – ammette – una pesantezza delle criticità, ma se per 20 anni non acquisti un treno nuovo o non fai una manutenzione, è evidente che i problemi ci sono. Chiediamo un po’ di pazienza agli utenti». Allude con pudore all’ennesima bocciatura del Rapporto Pendolaria, che assegna alla Circumvesuviana la palma di linea ferroviaria peggiore del paese. Un calvario quotidiano per migliaia di utenti, dove ritardi e cancellazioni di corse si aggravano, rispetto all’anno prima. In tema di ambiente, De Luca esordisce con le «18 bandiere blu» delle spiagge campane. Ma questa è anche la regione primatista del “mare illegale”, con 3.483 infrazioni accertate, secondo il rapporto di Legambiente. Un maglia nera conquistata anzitutto col mattone selvaggio (1.419 infrazioni), autentico flagello delle coste. Un nervo scoperto per la Regione, l’abusivismo edilizio. Una piaga contro cui nulla si registra, in 5 anni. All’attivo, anzi, solo la famigerata “blocca ruspe”. La legge regionale del 2017, dichiarata incostituzionale nel luglio 2018. Ma nella complicata partita ambientale, ci sono ovviamente anche i rifiuti. «La Regione Campania – rivendica il governatore – ha un piano regionale per la gestione del ciclo dei rifiuti che è il più avanzato d’Italia dal punto di vista ambientale, per riconoscimento delle associazioni ambientaliste». Il piano prevede la realizzazione di 15 impianti di compostaggio, ancora tutti sulla carta. De Luca garantisce la partenza del primo cantiere entro gennaio, nel comune di Pomigliano d’Arco. Ma in materia di rifiuti, il vulnus sono le ecoballe. Su 6 milioni di tonnellate, ne risultano eliminate 500mila. «Sono 5 volte in più di quanto rimosse nei 5 anni precedenti» guizza il governatore. Un modo di mettere le mani avanti, tuttavia. Nel giugno 2016, all’avvio dello smaltimento, De Luca e Renzi lanciavano il guanto di sfida. «Via le ecoballe in 3 anni» assicurava l’ex rottamatore. «Il mercato è sconvolto – si giustifica oggi De Luca -, non c’è più un paese al mondo disponibile a prendere rifiuti». Forse è sconvolto anche chi aveva creduto alla promessa.