Bonavitacola l’unica certezza

Il risiko della giunta: scalpita il Pd, dimezzato dal voto Casillo vuole i trasporti, gli alleati avanzano pretese

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Giunta De Luca, «a parte Bonavitacola non ci sono certezze», racconta un dem ben informato. La prossima settimana dovrebbe esserci la proclamazione del presidente e dei consiglieri eletti. Quindi, partirà la giostra della giunta. In tanti sgomitano, nella coalizione extra large. Ma De Luca «non prenderà politici, e proverà a non fare deroghe al principio» sostengono ambienti vicini all’amministrazione. Beninteso: «Non saranno tecnici puri, ma quasi interamente espressione di forze politiche». E dunque, si riparte da Bonavitacola, uno dei pochi dogmi del deluchismo. Nessun altro è sicuro della conferma, all’infuori del vicepresidente con delega all’ambiente. Una grana che il governatore gli affibbierà ancora. La prima missione è la stessa di 5 anni fa, sperando in risultati diversi: rimuovere la montagna di ecoballe in Terra dei fuochi. Tra gli assessori uscenti, in lizza per il bis sono Ettore Cinque (bilancio), Bruno Discepolo (Urbanistica), Antonio Marchiello (Attività produttive), Valeria Fascione (Innovazione), Chiara Marciani (Formazione). In ribasso le quotazioni di Sonia Palmeri, titolare della delega al lavoro, candidata non eletta con De Luca Presidente. Sorte opposta per Lucia Fortini, assessore all’istruzione, entrata in consiglio con la stessa lista. Ma la sua conferma resta un rebus: per restare in giunta, dovrebbe dimettersi da consigliere, secondo la linea del governatore. Tra i banchi consiliari, invece, dovrebbe rimanere il demitiano Corrado Matera, destinato a lasciare l’assessorato al turismo. Il vero nodo, tuttavia, è Mario Casillo. Recordman di preferenze (42.000), aspira ad entrare nella squadra. E non certo dalla porta di servizio: come 5 anni fa – già forte di 30.000 voti – il consigliere del Pd punta l’assessorato ai trasporti, mai concesso da De Luca. Un’ambizione legittimata dal granaio di consensi. Tra Casillo e il presidente, c’è stato un incontro mercoledì. «Casillo vorrebbe la delega ai trasporti o essere valorizzato in altra maniera – riferiscono fonti del Pd -. tuttavia, vorrebbe evitare il sacrificio delle dimissioni, per rispetto ai suoi tanti elettori, perché 42.000 voti non li puoi cestinare così. Non è interessato a una carica simbolica come la presidenza del consiglio regionale, essendo un politico operativo. Ecco perché, per venire incontro alle sue ambizioni, non si può escludere una carta a sorpresa: la presidenza dell’Eav o di un’altra partecipata». La soluzione societaria, per il rampante consigliere, non dispiacerebbe affatto a Palazzo Santa Lucia. Consentirebbe infatti, per ragioni di incompatibilità legale, di liberare un posto in consiglio. Tra gli scranni, così, approderebbe Enza Amato. La giovane esponente dem, prima dei non eletti a Napoli, è molto vicina al governatore. La sua sarebbe una presenza strategica, nel gruppo Pd. Un patchwork dove, per i giochi di corrente, in pochi sono di stretta osservanza deluchiana. All’Eav, viceversa, Casillo non troverebbe ostacoli. La casella di presidente è occupata da Umberto de Gregorio, anche direttore generale della holding dei trasporti. In tal caso, il manager perderebbe uno dei due incarichi. E alla presidenza del consiglio regionale potrebbe andare la Fortini. Ma la tribù del Partito Democratico – dimezzata dal voto, passando da 17 a 8 consiglieri – non è l’unico capitolo del risiko-giunta. De Luca deve confrontarsi pure con le richieste degli alleati. Un condominio molto affollato, all’origine del ridimensionamento del Pd. La deadline di Palazzo Santa Lucia è chiara. Chi sventola accordi elettorali può indicare una rosa di nomi. Personalità che rivestano, almeno formalmente, lo status di tecnici. Dal mazzo, il governatore estrarrà i selezionati. Tra i colloqui più fulminei, quello di ieri con Clemente Mastella. «Abbiamo discusso sulle linee strategiche cui deve attestarsi l’iniziativa politica e amministrativa regionale – spiega il leader di Noi Campani-. Ho posto l’attenzione sul ripopolamento e lo sviluppo delle aree interne e sul piano Fanfani per l’edilizia popolare; per queste materie ho suggerito al presidente De Luca di utilizzare i fondi europei. Quanto alla struttura della Giunta regionale non ho espresso alcuna richiesta se non quella di scegliere da parte del presidente in maniera serena e di comporre in piena libertà una squadra di alto profilo, unico modo per rispondere con la qualità ai drammatici problemi che ancora assillano l’intero territorio regionale».

(Tratto da Il Quotidiano del Sud di Salerno)