Bravo prima o scarso ora? De Luca, giallo tamponi

Il boom di positivi di oggi, il dubbio sui contagi dei mesi scorsi: tanti “nascosti” dai pochi test?

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Da «abbiamo salvato la Campania» a «l’aumento di contagi dipende dalla riapertura della mobilità fra regioni». E insomma, quando le cose vanno bene, De Luca se ne prende il merito. Quando iniziano ad andare male – ieri la Campania ancora prima regione per nuovi contagi -, addita i provvedimenti del governo. Oltre, naturalmente, ai «comportamenti irresponsabili» dei cittadini. E allora: fu vera gloria sei mesi fa, o magari le cose stanno diversamente? Per essere chiari: in Campania il contagio era contenuto, tra marzo e maggio, o forse erano pochi i tamponi? Ah, i tamponi, la solita piaga. Nell’ultimo instant report dell’Altems-Università Cattolica (23-29 settembre), la Campania è quintultima per tasso settimanale di nuovi tamponi per 1.000 abitanti, e ultima per percentuale di popolazione sottoposta ai test (6.55%). Ma l’incremento dei tamponi è oggettivo, rispetto ai mesi duri dell’epidemia. Il 22 marzo, ad esempio, il totale era di appena 355. Il 27 marzo 865. Il 31 marzo 1.566. E ancora: il 16 aprile 2.401, il 20 aprile 2.458, il 26 aprile 1.509. Più avanti, se ne rilevano 3.539 il 19 maggio, 4.379 il 25 maggio. Una crescita, invece, si registra ad inizio autunno: 7.579 il 25 settembre, 6.335 il 29 settembre, 8.482 il 2 ottobre. E allora: l’impennata dei positivi, è legata a quella dei test? Molti lo credono. E tornano in mente le parole del virologo Giulio Tarro, il quale già a marzo sentenziava «noi abbiamo molti più contagiati di quelli che pensiamo». Chissà se un giorno ci avvicineremo alla verità.
Il report Altems: allarme liste d’attesa vaccini. Il report Altems lancia un allarme sui vaccini. Un alert riguardante tutte le regioni – Campania inclusa – tranne 4. Al 30 settembre «sembrerebbe che solo 4 Regioni» abbiano emanato provvedimenti per abbattere l’incremento delle liste d’attesa, per effetto dell’emergenza Covid-19. Peraltro «con approcci abbastanza diversi». Il Piemonte ha stanziato 35,2 milioni per ripianare le liste d’attesa dovute all’emergenza Covid, le Marche 12,5 milioni, la Toscana 30 milioni e il Veneto 39 milioni.
Gli obiettivi del report. I dati del report sono stati estrapolati dal sito della Protezione Civile, aggiornati al 29 settembre. Tra gli obiettivi, un confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-Cov-2, a livello nazionale e in 6 Regioni italiane. Si tratta di Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Lazio e Marche, rappresentanti il 52% della popolazione nazionale. Il gruppo di lavoro dell’Università Cattolica ha elaborato un sistema di indicatori utile per valutare l’effetto dei provvedimenti emergenziali, nazionali e regionali. «La finalità è – afferma il report – comprendere meglio le implicazioni delle diverse strategie adottate dalle Regioni per fronteggiare la diffusione del virus e le conseguenze del Covid19 in contesti diversi per trarne indicazioni per il futuro prossimo e per acquisire insegnamenti derivanti da questa drammatica esperienza». Il documento «non pretende di essere esaustivo né tantomeno ha l’obiettivo di stilare classifiche o dare giudizi sulle scelte adottate in una situazione di grave emergenza, ma intende offrire a ricercatori e policy makers una base conoscitiva per sviluppare ulteriori analisi per una migliore comprensione di un evento di portata storica e che, se ben analizzato,
permetterà di innescare un processo di apprendimento utile alle decisioni future». L’analisi «ha inoltre previsto – spiega lo studio – la realizzazione, per ciascun indice individuato, di rappresentazioni grafiche che informassero sull’andamento dei trend in analisi e facilitassero la fruizione dei risultati ottenuti su base regionale dall’inizio del mese di Marzo 2020. Ulteriori indicatori sono stati determinati al fine di individuare lo stato di saturazione dei posti letto in terapia intensiva a disposizione di ciascuna Regione rispetto al
fabbisogno causato dal diffondersi della pandemia considerando i nuovi allestimenti dei setting assistenziali volti alla gestione della situazione attuale di crisi».

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)