C’è chi crede che sia possibile scoprire e prevenire le malattie attraverso l’esame dell’iride – la zona attorno alla pupilla che determina il colore dei nostri occhi. E ieri pomeriggio una sezione locale della LILT, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, ha dato spazio a chi sostiene che tale pseudoscienza sia addirittura un aiuto per prevenire e gestire le patologie della mammella. La sede della LILT di Pesaro, infatti, ha ospitato un incontro tra il medico “iridologo” Lucio Birello e tre “naturopate”. Queste avrebbero «illustrato il risultato di una tesi di laurea che ha avuto come partecipanti pazienti affetti da tumore della mammella» associati a due associazioni locali, scriveva su Facebook il dottor Vincenzo Catalano, presidente della LILT di Pesaro, in un post poi cancellato.

Mettiamo da parte per un momento il fatto che persone con un tumore al seno sarebbero state sottoposte ad una pratica senza alcun fondamento scientifico: il rischio che proprio la LILT possa fare disinformazione sui tumori è alto. Il manifesto della presentazione di questa “ricerca” è infatti chiaro: l’incontro si tiene presso una sede della LILT, che compare anche con il proprio logo.

«Dare disponibilità di una propria sede ‘è’ promuovere l’argomento trattato», interviene Salvo Di Grazia, medico che da anni si batte contro la diffusione delle pseudoscienze in medicina grazie al suo blog “Medbunker” e numerosi libri al suo attivo. «Così favorisci, ospiti, diffondi, aiuti, pratiche stregonesche. L’iridologia è una truffa ai danni delle persone e non c’è giustificazione che regga».

La LILT di Pesaro, infatti, aveva replicato che tale iniziativa era organizzata da altre due associazioni locali e per «spirito collaborativo» aveva «concesso il solo uso gratuito» della sua sede, descrivendo poi il proprio impegno sul territorio. Ma è proprio quel “solo” che fa capire la superficialità nel gestire la comunicazione di certe associazioni, pur meritevoli nelle loro iniziative. Dare spazio a teorie che non hanno mai presentato alcuno studio scientifico a sostegno della propria bontà, proprio lì dove quotidianamente si danno informazioni scientificamente valide a chi ha un tumore, significa confondere chi si vorrebbe aiutare. La LILT nazionale ha poi specificato che questa iniziativa non era stata condivisa con loro, e che l’avrebbero impedita. Di più, la LILT nazionale ha deciso di presentare formale diffida e richiesta di danno nei confronti delle associazioni organizzatrici per aver utilizzato senza autorizzazione il logo nazionale dell’associazione. Provvedimenti sono stati annunciati anche nei confronti della sezione LILT di Pesaro, per aver concesso i propri spazi senza aver prima valutato con attenzione l’argomento dell’incontro.

Eppure non è la prima volta che accade una cosa del genere. Già nel 2006, un medico della LILT aveva ripreso le teorie di Ryke Geerd Hamer, l’inventore della “Nuova Medicina Germanica” resa famosa dalle tante morti di chi vi si è affidato, secondo cui «tutti i tumori sono preceduti da eventi negativi vissuti nella disperazione e nell’isolamento, senza cioè la possibilità o la volontà di sfogarsi con altri». A scriverlo nella sua relazione sulla prevenzione dei tumori del cavo orale era il dottor Antonio Fresa, nell’ambito della “prima giornata della salute” organizzata dal Comune di Montecorvino Rovella.

Informata dei fatti, la LILT di Salerno – per bocca del suo presidente Giuseppe Pistolese – aveva replicato che il suo associato si era «limitato ad elencare alcune nuove teorie sulla genesi del cancro orale, con l’esposizione di conseguenti nuove misure di prevenzione proposte dai medici sostenitori delle suddette teorie», e che in fondo nel titolo della slide c’era un punto interrogativo.

Di nuovo, mettiamo per un attimo da parte che la “Nuova Medicina Germanica” non sia una “nuova teoria” medica, ma venga definita dalla stessa LILT nazionale un ‘metodo’ «privo di qualunque base scientifica per la cura dei tumori e, pertanto, non può essere considerato una cura appropriata, né una cura alternativa».

Il problema è che il dottor Pistoiese giustifichi Fresa perché «ha solo illustrato ai presenti quanto sostenuto da alcuni medici su nuove forme di prevenzione del tumore del cavo orale». Hamer in realtà era già stato radiato dall’Ordine dei medici già nel 1986, ma ancora una volta si ignora del tutto il valore che un certo tipo di comunicazione, che si vorrebbe neutra, può avere sui pazienti. Ma la comunicazione non è mai neutra. Presentare teorie fantascientifiche in una sede istituzionale dà loro una parvenza di ‘ufficialità’ e di dignità che non avrebbero al di fuori di quella sede. Se a mostrarle è poi un medico, che incarna un certo tipo di fiducia verso la scienza, questo rischio si moltiplica.

È infatti la fiducia l’elemento chiave. Non possiamo verificare tutto di persona: ad esempio, non possiamo andare tutti sulla Luna per smentire le teorie del complotto secondo cui le missioni del programma Apollo sarebbero solo propaganda. Ci fidiamo invece che il complesso meccanismo di quello che definiamo “scienza” sia il modo migliore per indagare la realtà, per guardare al di là del nostro naso. Questa fiducia viene minata alla base da prese di distanze tardive e banali, quando pure arrivano, proprio da chi dovrebbe diffondere informazioni corrette su argomenti così delicati. Invece di rinchiudersi nel corporativismo occorre prendere posizione, con rispetto ma con fermezza, perché teorie pseudo-mediche non entrino nei luoghi istituzionali.

Non si tratta di censura, come strilla chi su queste pseudo-medicine ha costruito una carriera ed un business, ma di competenza. Non la competenza acquisita con i titoli ma di metodo, quella per cui chi sostiene che l’iridologia possa essere di aiuto al cancro al seno, o che tutti i tumori siano dovuti a “conflitti”, abbia il coraggio di dimostrarlo – esattamente come tutti gli altri medici quando parlano di terapie scientifiche. Si tratta, insomma, di dare al pubblico tutti gli elementi per poter effettuare una scelta, e ordini e le associazioni che si occupano di salute pubblica dovrebbero avere più coraggio. Da questa scelta dipende, letteralmente, la vita e la morte delle persone.