Bus e treni a pezzi, Fase 2 ardua

La denuncia dei pendolari alla vigilia della ripartenza di maggio. Il Codacons: subito parcheggi gratis per chi dovrà spostarsi in automobile

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«Treni e autobus risultavano insufficienti prima dello stop per il Covid-19. Figuriamoci quante saranno le difficoltà a partire da lunedì». A parlare è Alfonso Tulipano, coordinatore del gruppo Pendolari Linea Storica Napoli-Salerno.
Manca meno di una settimana al 4 maggio. E anche Salerno, come tutto il resto dell’Italia, deve fare i conti con una ripresa graduale che riguarda soprattutto il trasporto pubblico locale. Con la ripresa di alcune attività, si mettono nuovamente in moto i pendolari e il distanziamento sociale, la mascherina e gli scanner per misurare la febbre diventano realtà per chi è quotidianamente costretto a spostarsi per motivi di lavoro.
Per il trasporto pubblico locale, secondo le linee guida diffuse dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sono previsti flussi separati di salita e discesa dei passeggeri con tempi di attesa del mezzo idonei a evitare contatti anche tramite apertura differenziata delle porte; applicazione di adesivi sui sedili non utilizzabili; aumento della frequenza nelle ore di punta; portata ridotta dei mezzi per consentire un metro di distanziamento sociale. Ove necessario, il conducente dei mezzi potrà decidere di non effettuare alcune fermate.
Busitalia ha stabilito il divieto di salita e discesa dalla porta anteriore, l’inibizione dei posti vicino al conducente (prima fila servizi urbani, prime due nei servizi extraurbani) e acquisto del titolo di viaggio su canali alternativi (app Nugo e sms ticketing). Resta l’obbligo di indossare la mascherina.
Ma Salerno e provincia sapranno fare i conti con il trasporto pubblico e l’inizio della fase 2? «Non vorrei essere nei panni di Trenitalia. – dice Tulipano – In tempi normali, senza emergenza, nelle ore di punta, dalle 7 alle 8, nella tratta della linea storica Salerno-Napoli Campi Flegrei ci sono solo quattro treni; due per le fasce orarie a seguire, fino alle 21. Questi treni, lo ripeto, erano insufficienti anche in periodi normali; figuriamoci adesso con il distanziamento sociale. Ora si dovrebbe almeno raddoppiare il numero delle corse. Il fatto è che non si può aumentare il numero dei treni perché si crea il problema della cosiddetta saturazione delle tracce e della capacità ricettiva delle stazioni». Soluzioni possibili non ce ne sono al momento: «Scopriremo solo vivendo come si risolverà – dice Tulipano – Anche se Busitalia ne potrebbe approfittare, specie nella città di Salerno, lavorando a una vera e propria ristrutturazione della mobilità».
E qui parte l’analisi di una serie di disfunzioni del trasporto su gomma in città: «Per la tratta Salerno stazione-Ospedale Ruggi, la metropolitana impiega 19 minuti per sei chilometri; i minuti diventano 30 per i tempi di attesa causa binario unico e orario cadenzato. Praticamente la metropolitana non riesce a fare concorrenza al bus di linea 8 che, pur viaggiando strapieno, ci mette 20 minuti. E se facesse un servizio con sole fermate principali ne impiegherebbe 10. Possibile – continua Tulipano – che nessuno abbia mai voluto risolvere questo problema?».
Sugli autobus, Tulipano ha le idee chiare: «Basta regolare meglio le fermate. Ci sono fermate molto prossime l’una all’altra e questa cosa crea disagi agli utenti: si riempie sempre il primo autobus, che magari dopo poche fermate si svuota dopo aver lasciato a piedi gente che doveva arrivare lontano. In vista della fase 2, le fermate non vanno eliminate ma diversificate. Basta fissare le poche fermate principali nei cambi di direzione e nei punti nevralgici con apposite indicazioni dei numeri di bus e aggiungere un autobus circolare che ogni 15 minuti fa la tratta via Ligea (Porto) fino ad Arbostella» – suggerisce il portavoce del gruppo dei Pendolari della Linea Storica Salerno-Napoli.
Parcheggi gratis, la proposta del Codacons. La ripresa delle attività lavorative comporta anche un aumento di flussi di persone che si spostano verso Salerno. Le numerose linee guida del Ministero in tema di trasporto pubblico locale potrebbero non convincere la maggior parte delle persone costrette a spostarsi per motivi lavorativi. La soluzione restano i mezzi propri: spostarsi in auto. Ma a questo punto subentra un’altra difficoltà: quella relativa al parcheggio. Proprio la sosta dell’autovettura potrebbe essere un salasso, visto che in alcune zone della città le tariffe del parcheggio raggiungono i due euro l’ora.
«Su Salerno abbiamo portato avanti numerose battaglie, specie per quello che riguarda le strisce blu; a Salerno ci sono strisce blu ovunque» – dice l’avvocato Matteo Marchetti del Codacons di Salerno. Di qui la proposta: «Sarebbe il caso di istituire, almeno nelle grandi aree di parcheggio, la sosta gratuita per tutti i veicoli, tutelando così quelli che devono spostarsi con la macchina per andare a lavorare in questo momento delicato. D’altronde, è un periodo in cui anche lo Stato ha sospeso le tasse; credo che pure il Comune di Salerno e Salerno Mobilità possano fare un sacrificio in tal senso» – dice Marchetti. La sosta gratuita potrebbe essere anche un incentivo in vista della ripresa: «Si tratta anche di aiutare l’economia. Se, nelle fasi successive, una famiglia intera vuole spostarsi in centro per una passeggiata, con il parcheggio gratuito, potrà passare più tempo in giro e magari approfittarne per mangiare un gelato o una pizza e investire quei soldi che altrimenti avrebbe speso solo di parcheggio. Anche così si aiuta l’economia» – conclude Marchetti.
Spostamenti in bici. Rastrelliere per tutto il centro cittadino per consentire la sosta delle biciclette. È la richiesta avanzata al Comune di Salerno dal gruppo Davvero Verdi che ha chiesto all’Ente anche di valutare la possibilità di realizzare convenzioni con società di bike sharing e agevolazioni per l’acquisto delle biciclette.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)