Cacciatore con “Hegel e la plebe” apre gli incontri di filosofia della scuola Alcaro

L’iniziativa rientra nel programma dell’ottava edizione della Scuola di altra formazione in filosofia “Mario Alcaro”, organizzata dall’associazione culturale Scholé di Roccella Jonica.

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di Ilario Camerieri

Domani prenderanno avvio gli incontri pubblici di filosofia promossi dalla Scuola Alcaro nella sede di Scholé in via Umberto 1° di Roccella Jonica. A questo primo incontro, dal titolo “Il riconoscimento mancato: Hegel e la plebe”, interverrà Fortunato Maria Cacciatore dell’Università della Calabria. L’iniziativa rientra nel programma dell’ottava edizione della Scuola di altra formazione in filosofia “Mario Alcaro”, organizzata dall’associazione culturale Scholé di Roccella Jonica.
Cacciatore, che dirige la Scuola “Alcaro” insieme ad Arianna Fermani (Università di Macerata), sarà anche impegnato in una tre giorni di seminario sul concetto di lavoro in Marx, al Liceo Scientifico “Volta” di Reggio Calabria. La Scuola “Alcaro” 2020, dedicata al tema dell’“Arché”, coinvolge anche il Liceo Classico “Oliveti” di Locri e gode della collaborazione dell’Università di Macerata, con la quale Scholé ha già siglato un protocollo di intesa per favorire la cooperazione scientifica e la promozione della ricerca e della formazione fuori e dentro le scuole.
“Siamo felici di aprire questa nuova stagione degli incontri pubblici di filosofia con Fortunato Cacciatore – commentano dal direttivo di Scholé – che ci offre ancora una volta la possibilità di riflettere su questioni centrali del nostro presente usando gli strumenti del pensiero filosofico e in particolare di quello hegelo-marxista”.
“Vi sono strati della società – continua la nota – anzitutto e per lo più le persone più povere, ma il concetto vale anche per i super redditieri, che vivono senza lavoro e senza politica, rispetto ai quali lo Stato e l’economia non sanno che cosa fare. Includerli? E come? Molto spesso la soluzione consiste in politiche del controllo, per esempio attraverso un welfare poverissimo o per mezzo di assunzioni malpagate che anziché felicitare l’esistenza, finiscono per mortificarla. È la cosiddetta ‘parte dei senza parte’ (Jacques Ranciere): stranieri, lavoratori precari, disoccupati… che il filosofo tedesco Hegel racchiudeva sotto la nozione di ‘plebe’”.

(Tratto da Il Quotidiano del Sud di Reggio Calabria)