Camorra già in campo

L'indiscrezione: Antimafia allarmata da strani giri di prestiti nel Salernitano. Parte con l'usura la campagna emergenziale delle cosche

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Usura e coronavirus, allarme in provincia di Salerno. «Si tratta di un reato molto diffuso nel territorio, specialmente nel capoluogo – spiega un investigatore -, ed è un fenomeno da tenere particolarmente sotto attenzione in questo periodo. Con la sospensione delle attività economiche, il prestito usurario andrà alle stelle». L’epidemia e il blocco del tessuto produttivo vedono i cravattari dietro l’angolo. Sono Sono in allerta le procure del distretto, come tutti gli uffici investigativi. Il borsino dello strozzinaggio è dato in netto rialzo. «Se gli interessi prima erano al 10% – affermano ambienti inquirenti – ora schizzerà al 30%. Il mercato dell’usura ha una tendenza opposta a quella delle banche, il rapporto è inversamente proporzionale, in questi casi». La previsione sullo scenario è chiara.
«Se le banche abbassano i tassi di interesse – riflette uno 007 – gli usurai li alzano. Anche perché chi si rivolge a loro, non può rivolgersi agli istituti bancari». La stretta sul credito, dunque, apre praterie agli strozzini.
I dati della giustizia. Nell’ultima relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, firmata dal presidente della corte d’appello di Salerno, Iside Russo, l’usura occupa un posto fisso. Naturale è la connessione con gli affari di camorra. «L’area costituita dall’Agro Nocerino-Sarnese – si legge -, tradizionalmente influenzata dalla limitrofa area vesuviana e storicamente più permeata dalla presenza di consorterie criminali di tipo camorristico, dedite principalmente al traffico di sostanze stupefacenti e ai reati contro il patrimonio (estorsioni, usura e rapine)». Ed anche nell’area del «comune di Cava de’ Tirreni, caratterizzato da un buon livello socio-economico» si registra «una presenza sempre più evidente di gruppi criminali organizzati sia con riferimento allo spaccio di sostanze stupefacenti che in relazione al racket e all’usura».
Dati analoghi anche sul fronte dei processi pendenti. Nel Tribunale di Vallo della Lucania «il Presidente segnala che (…) nei procedimenti di competenza collegiale si riscontra la pendenza di numerosi processi per usura».
Lo storico radicamento dell’usura nel capoluogo. Sul radicamento dell’usura a Salerno si sofferma lo storico Marcello Ravveduto, intervistato tempo fa da questo quotidiano. L’inclinazione allo strozzinaggio, tra le famiglie criminali, è fonte di sottovalutazione. Nell’immaginario collettivo, infatti, è derubricato a delitto minore. Quasi socialmente tollerabile. «La camorra a Salerno c’è e non se ne parla» avverte lo studioso.
«Salerno ha vissuto una stagione di grandi opere, alcune solo progettate – spiega Ravveduto -, sulle quali sembrava esserci la presenza di forze criminali. Queste sono cose che la città conosce poco ed è molto disinteressata a questo tipo di aspetti, proprio perché a Salerno non si è mai parlato di camorra. Proprio perché a Salerno la classe dirigente ha sempre costruito un’immagine per cui questa non è una città criminale, e non essendo tale, tutto quanto avviene è criminalità comune, legata allo spaccio della droga, che ormai arriva dappertutto».
«Questo – riflette – non solo è un elemento usato per difendere l’immagine della città, ma è talmente introiettato che, secondo me, gli stessi camorristi salernitani pensano di non poter osare più di tanto… non troverai mai uno di loro che si permette a di costituire una società per entrare in un appalto pubblico. Essendo molto straccioni e incapaci di pensare in maniera imprenditoriale, cercano di adeguarsi al sistema di potere locale, cercando di beneficiare di qualche forma di assistenzialismo».
Guardando alle dinamiche locali, lo scenario è di «alcuni ambienti borderline, che sono stati reclutati attraverso una politica di attenzione a questo mondo, in modo da tenerlo sotto controllo, in modo da ridurlo da problema a clientes». Ravveduto è sicuro: «La politica, fin quando è più forte della criminalità organizzata, utilizza sempre la possibilità di trasformare queste organizzazioni in clientes. Quando questa criminalità è talmente forte da non poter essere controllata, cambiano i rapporti, quindi sono i politici che si rivolgono a loro. A Salerno non c’è questa condizione, gli unici che possono creare condizioni diverse sono i grandi clan che si presentano negli appalti».
Fenomeno in crescita. La pandemia può portare ad un boom dell’usura, non solo in provincia di Salerno. Stando ai dati raccolti dall’Ambulatorio Antiusura Onlus, i debiti delle famiglie italiane sono in crescita, passando da alcune migliaia di euro a cifre oscillanti dai 20 ai 50mila euro.
Sul fronte aziende poche denunce. Le stime parlano di somme fino a 200mila euro per azienda. Una soglia destinata ad aumentare.

(Tratto da Il Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)