Un progetto di riqualificazione viaria da 6,5 milioni di euro, importante per Capaccio Paestum, accusato di illegittimità. Nel rimpallo amministrativo, spunta anche un parere dell’Anac. E ora la vicenda finisce in un’interrogazione del consiglio regionale. Il restyling di Via Magna Grecia vede al centro l’ingegner Giovanni Vito Bello, prima incaricato di validare il progetto, poi nominato responsabile unico del procedimento. Lo scorso aprile, cinque ex consiglieri di Capaccio scrivono al commissario prefettizio Rosa Maria Falasca, ed evidenziano la presunta irregolarità del doppio ruolo. Gli atti firmati da Vito Bello sarebbero illegittimi, perché la legge «prevede che la figura incaricata della validazione di un progetto debba essere distinta dalla figura del Rup per importi superiori ad € 1.000.000,00». Viene anche interpellata l’Autorità anticorruzione, su richiesta dell’ex rup, ingegner Carmine Greco. E l’Anac conferma la violazione. Ai rilievi, Bello replica di aver ricoperto le cariche in periodi diversi. «L’Autorità Nazionale Anticorruzione – sottolinea la lettera degli ex consiglieri – ha risposto confermando la distinzione tra le due cariche debba essere attuata per l’intera durata della procedura; inoltre ha evidenziato che la sostituzione del Rup non è coerente con quanto previsto nelle linee guida Anac n.3 secondo cui “per ogni singola procedura di affidamento di un appalto o di una concessione, le stazioni appaltanti, con atto formale del dirigente o di altro soggetto responsabile dell’unita organizzativa, individuano un Rup per le fasi della programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione”». E ci sarebbe un ulteriore conflitto con il codice degli appalti, secondo cui il rup «è nominato con atto formale del soggetto responsabile dell’unità organizzativa, che deve essere di livello apicale, tra i dipendenti di ruolo addetti all’unità medesima, dotati del necessario livello di inquadramento giuridico in relazione alla struttura della pubblica amministrazione di competenze professionali adeguate in relazione ai compiti per cui è nominato…”; mentre nel caso di specie è stata effettuata la sostituzione del rup con una deliberazione di Giunta Comunale». Insomma, i lavori di via Magna Grecia precipitano in un guazzabuglio. Intanto, Bello annulla in autotutela il precedente bando, e ne pubblica un altro, fissando nuovi termini per la presentazione delle offerte. Gli ex consiglieri Pagano, Merola, Mucciolo, Montechiaro e Accarino sollecitano i rispettivi «organi istituzionali di competenza a prendere gli adeguati provvedimenti affinché la procedura di finanziamento possa avvenire nel pieno rispetto dei principi di trasparenza e legittimità». Il timore è che una catena di anomalie polverizzi il progetto. «Sebbene anche l’Anac avesse rilevato che la nomina in questione fosse avvenuta in spregio alle prescrizioni di legge – scrive Michele Cammarano, consigliere regionale M5S, nell’interrogazione al governatore Vincenzo De Luca – la procedura è stata comunque avviata dal Comune di Capaccio. Di fronte anche al parere dell’Anticorruzione, non possiamo consentire che si perpetui una possibile illegittimità, rischiando di perdere milioni di euro destinati alla riqualificazione di un asse viario fondamentale». Si chiede alla giunta se «sussistano palesi illegittimità nella procedura», tali da «richiederne l’annullamento in autotutela» e se «è stato già erogato il finanziamento ovvero quali sono le tempistiche previste per l’erogazione delle risorse». E Capaccio Paestum sembra non trovare pace.