La Fondazione Menna premia Cappato: «Eutanasia è libertà»

Il leader dell'associazione Luca Coscioni a Salerno, premiato dalla Fondazione Menna: «La scelta non è eutanasia sì, eutanasia no, ma tra eutanasia clandestina ed eutanasia legale»

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“Eutanasia significa battersi non per la morte ma per la libertà di ciascuno”. Marco Cappato è stato indicato dalla Fondazione Menna come “Giusto dell’Umanità” ed è stato questa mattina a Salerno. Cappato, leader dell’associazione “Luca Coscioni”, è colui che accompagnò a morire in Svizzera dj Fabo, un uomo rimasto tetraplegico e non vedente in seguito a incidente stradale.
“La scelta – ha detto Cappato – non è eutanasia sì, eutanasia no, ma tra eutanasia clandestina, cioè realizzata senza nessun tipo di garanzie e quindi esposta al massimo di abusi possibili, ed eutanasia legale, cioè con tutti i controlli medici per ridurre, per quanto possibile, la sofferenza delle persone, magari anche prevenendo delle richieste di eutanasia che alle volte sono solo richieste di aiuto. La ragione per la quale ho affrontato come disobbedienza civile l’aiuto dato a dj Fabo, a Davide Trentini ad ottenere, alla luce del sole, quello che altrimenti tanti ottengono clandestinamente è di accendere i riflettori e l’attenzione sull’importanza di questo tema perché, insieme a coloro che la pensano all’opposto da come la penso io, ci sono soprattutto da sconfiggere gli indifferenti. No, noi vogliamo che sia la forza del diritto ad aiutare le persone malate terminali ad essere libere di scegliere fino alla fine”.