Carcere di Salerno, droga e cellulari addosso: fermato avvocato

Il penalista è originario di Capaccio, ma esercita a Battipaglia: bloccato dalla polizia penitenziaria durante un colloquio con un cliente, era in possesso di cocaina, marijuana e 12 cellulari

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Il carcere di Fuorni

Clamoroso fermo nel carcere di Fuorni, durante un colloquio tra un detenuto comune ed il suo legale. Secondo la ricostruzione, l’avvocato è stato trovato in possesso di droga e dieci telefonini. Il professionista aveva con sé anche due micro cellulari, e diversi grammi di cocaina e marijuana. Il sospetto: voleva trasferire tutto al cliente, non ristretto nel reparto di massima sicurezza. L’ipotesi, ancora al vaglio, è di un passaggio di mano, per smistare droga e cellulari all’interno del carcere. A fare la scoperta gli agenti della polizia penitenziaria, sorvegliando quanto avveniva nella sala avvocati. Il locale è riservato agli incontri fra i detenuti e i loro difensori. In attesa di chiarezza, per l’avvocato è scattato il fermo di indiziato di delitto. Un provvedimento precautelare, assunto prima dell’arrivo del pubblico ministero. Non si conoscono ancora le successive valutazioni del pm, su una vicenda senza molti precedenti. Quanto al fermato, si tratta di un giovane penalista di Capaccio, che esercita a Battipaglia. Oltre alla denuncia penale, il professionista è stato deferito all’Ordine degli avvocati di Salerno, per i profili disciplinari. «Brillante operazione della polizia penitenziaria di Salerno – commenta il commissario Giuseppe Del Sorbo, segretario nazionale Nazionale dell’Uspp-: ci congratuliamo con la polizia penitenziaria di Salerno che, nonostante sia sotto organico e in pieno piano ferie, è riuscita ad arginare con alto senso di abnegazione e professionalità l’introduzione sia dei telefonini sia della sostanza stupefacente». Per Ciro Auricchio, segretario regionale Uspp, «bisogna intervenire urgentemente con una modifica legislativa che contempli l’introduzione o il relativo possesso di cellulari in carcere, per arginare i frequenti tentativi di comunicazione con l’esterno, specie per i reati di criminalità organizzata». Auricchio, inoltre, chiede «una rivisitazione della pianta organica dell’istituto di Salerno, che nonostante la grave carenza di organico riesce a mantenere l’ordine e la sicurezza interna».
I precedenti. Sempre più frequenti, i ritrovamenti di telefonini e droga, nella casa circondariale di Salerno. Un fenomeno in espansione, in diversi penitenziari italiani. Il 28 giugno, nelle celle erano stati trovati 23 telefoni cellulari, e anche diversi coltelli costruiti artigianalmente. Quella volta, a coordinare l’operazione della polizia penitenziaria, era stato il direttore dell’ufficio Sicurezza e Traduzioni, Pasquale Colucci. In quel caso nessuna sorpresa: gli agenti erano andati a colpo sicuro. Si era trattato di un blitz mirato, a caccia di telefonini, utilizzando rilevatori jammer. Nel corso delle perquisizioni, erano stati impiegati circa 300 agenti: alcuni detenuti erano stati denunciati per oltraggio.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)